Referendum elettorale, raccolta firme al via

ROMA – D’Alema è tentato di firmare. Matteo Orfini, e un nutrito gruppo di dalemiani, sicuramente sottoscriveranno. Mentre per i Modem, la minoranza di Veltroni, è come fumo negli occhi. Il referendum anti Porcellum – lanciato da Stefano Passigli, da intellettuali e società  civile – comincia domani la sua navigazione: si parte con la raccolta delle firme. E il clima politico attorno alla riforma elettorale si surriscalda. Nel Pd c’è chi pensa – Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti, Pierluigi Castagnetti, Arturo Parisi – che il partito dovrebbe puntare a un proprio referendum formulato in modo tale da resuscitare il “Mattarellum”, ovvero il vecchio modello dei collegi uninominali. Giudicano uno «specchietto per le allodole» l’iniziativa di Passigli. Sembrano tecnicismi, ma se il governo non regge e la prospettiva sono le urne, andare al voto con la legge-porcata (per usare la definizione di chi l’ha inventata, il ministro leghista Calderoli), oppure con un sistema che restituisca agli elettori la scelta, fa la differenza.
Sfruttando l’onda referendaria, il comitato anti Porcellum – a cui hanno dato la loro adesione Giovanni Sartori, Claudio Abbado e Innocenzo Cipolletta, Umberto Eco e Tullio De Mauro, Dacia Maraini, Giovanni Valentini e Mario Pirani, tanto per citarne alcuni – piccona le liste bloccate e elimina il premio di maggioranza. È però accusato di “proporzionalizzare” il sistema elettorale, nel senso che questo sarebbe l’esito dei quesiti abrogativi. Una toppa insomma peggiore del buco, per Mario Segni ad esempio. Contrari i Radicali che hanno presentato un provvedimento parlamentare per il maggioritario “senza se e senza ma”. E il fuoco di fila è partito anche dalle file democratiche. Tanto che Passigli ha incontrato ieri pomeriggio il segretario Pd, Pier Luigi Bersani proprio per chiedergli chiarimenti. Vero o no che il Pd ha intenzione di andare a un proprio referendum? Il leader democratico lo avrebbe escluso, restando fermo alla proposta dei collegi uninominali a doppio turno, con recupero proporzionale, che dovrebbe diventare la proposta di legge attraente anche per la Lega, e di cui Violante e Bressa discuteranno con Casini, Fini, Di Pietro e Vendola. «Però sull’utilità  del nostro referendum Bersani ha concordato», commenta Passigli. Aggiunge che le perplessità  maggiori vengono da «minoranze di partito», più attente alle proprie rendite di posizione. Spiega Passigli che il referendum anti Porcellum elimina la deroga alla soglia di sbarramento, (bisognerà  raggiungere il 4% per avere rappresentanza) e avvia un meccanismo virtuoso che non consentirà  più ai piccoli di dettare legge in coalizione forzate. Ed esclude la possibilità  di fare resuscitare attraverso il referendum che vorrebbero Castagnetti e i veltroniani, il vecchio Mattarellum. Prospettiva che invece Ceccanti giudica possibilissima e auspicabile.
«Purché ci si muova, perché andare al voto con il Porcellum è da irresponsabili», è il ragionamento di Parisi. Il quale denuncia: «Bersani è tentato di andare al voto con il Porcellum come tutti i capi partito». Sul referendum anti Porcellum le informazioni sul sito www.referendumleggeelettorale.it. Lo slogan è: “Io firmo. Riprendiamoci il voto”.


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