Ultimatum di CISL e UIL “Riforma del fisco o il governo vada via”

Si spezza l’asse tra l’esecutivo e i due sindacati che minacciano lo sciopero Calderoli: «Sono pronto ad andare in piazza anch’io, non più da ministro…»

 

Marco Ventimiglia - l'unità Editore • 19/6/2011 • Sindacato • 635 Viste

Abbassare le tasse e subito. Una richiesta che non dovrebbe apparire sorprendente, specie se viene formulata durante una manifestazione sindacale. Ed invece a sentirla pronunciare ieri a Roma in Piazza del Popolo, dove Cisl e Uil hanno dato appuntamento ai propri militanti, lo stupore c’è stato eccome visto che stiamo parlando di due sindacati che negli ultimi anni hanno sacrificato il dialogo con la Cgil per venire incontro alle presunte politiche industriali e sociali dell’esecutivo. Tanto più che la richiesta della riforma fiscale è stata accompagnata da un autentico ultimatum, con avviso di sfratto al governo e minaccia di sciopero generale. Una protesta, e qui la sorpresa si raddoppia, a cui potrebbe partecipare persino il leghista Calderoli, in quel caso non più da componente del governo… 
LA MADRE DI TUTTI I PROBLEMI 
Iniziamo dalla piazza, dove il segretario generale della Cisl ha messo da parte ogni esitazione: «Diciamo al governo – ha affermato Raffaele Bonanni dal palco della manifestazione sul fisco – che se vuole avere un piccolo barlume di senso, dopo tutto quello che è successo, o fa la riforma fiscale o è meglio che va via, nell’interesse di tutti». Le tasse, ha aggiunto il segretario della Cisl, rappresentano «la madre di tutti i problemi e la riforma è la madre delle soluzioni a tutti i problemi ». Ma Bonanni è andato anche più in là , con una serie di richieste esplicite all’esecutivo, il giorno prima di quelle che quest’oggi arriveranno da ben altro consesso, la manifestazione di Pontida. «Il governo – ha detto – non si azzardi a portare una manovrasenzauntaglio del40%degli emolumenti ai politici. I costi della politica sono decuplicati rispetto alla Prima Repubblica». Altra stoccata per le istituzioni territoriali, poiché «è indispensabile una riduzione drastica nelle Regioni, che sembrano Stati, nei Comuni, che spesso non si reggono in piedi, e nelle Province, che non si capisce a cosa servono. Sono tante baracche e baracchette ». La chiusura, poi, ha assunto toni da crociata: «È un momento – ha detto il leader della Cisl – delicato e difficile per il Paese. Stringiamoci insieme, bisogna unirsi per rigenerare l’Italia e seppellire gli impostori, i violenti e i debosciati». Nel merito della riforma fiscale, per Cisl e Uil la si può fare anche a costo zero. Infatti, le minori tasse per lavoratori e pensionati, con una riduzione dell’Irpef, possono essere bilanciate anche da un punto in più di Iva sui beni di consumo più cari. Da non scartare nemmeno la patrimoniale, «a condizione che colpisca i più ricchi, non i lavoratori». Tutte cose da fare subito, tanto che il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha fatto seguire alle richieste la minaccia di uno sciopero: «Noi abbiamo sempre fatto gli scioperi di sabato – ha dichiarato – per non far perdere il salario ai lavoratori, ma se non faranno la riforma fiscale, la prossima volta lo sciopero non lo faremo più di sabato ma di venerdì». Immediata la replica della Cgil alle parole pronunciate nella manifestazione romana. «Vorrei dire a Cisl e Uil – ha affermato il segretario, Susanna Camusso -, troviamo una parola d’ordine sui contenuti da cui partire per trovare risorse senza penalizzare i più deboli. Cominciamo dalle rendite finanziarie e dai grandi patrimoni». La Cgil è invece contraria a interventi sull’Iva «perché rischierebbero di far ripartire l’inflazione ». Le istanze di Cisl e Uil, come detto, hanno trovato un’insolita sponda all’interno della Lega. «Sono d’accordo con loro – ha affermato il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli – perché la riforma fiscale va fatta e subito, diversamente dovrò partecipare anch’io al loro minacciato sciopero generale e dovrò essere in piazza con loro e non più come rappresentante di governo».

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