Benzina senza freni, 1,67 al Sud 488 euro l’anno in più a testa

ROMA – Mancano solo 3 centesimi di euro prima di abbattere il record storico toccato dalla benzina super nel 1985, quando per un litro di “rossa” si pagavano 1.400 lire che – attualizzate – corrispondono a 1,7 euro al litro.
Nel Meridione i prezzi sono già  pronti a sfondare il tetto storico (siamo a 1,67 per la verde), nonostante i mercati del prodotto finito sul Mediterraneo, che decidono il prezzo ai distributori, siano in calo. Il passo avanti di Eni (+2,2 centesimi) – messo a segno nel fine settimana – ha surriscaldato il settore trainando tutti gli altri marchi verso l’alto e scatenando la reazione durissima dei consumatori.
Oggi, secondo quotidianoenergia. it, le compagnie mostrano prezzi abbondantemente oltre la soglia di 1,6 euro per un litro di verde mentre il gasolio sta per solcare la soglia di 1,5 euro al litro. La lista degli aumenti parte con Esso, salita di 1,5 centesimi su benzina e diesel. Per Ip aumenti di 2,4 e 2 centesimi, mentre Q8 e Shell hanno ritoccato di 2 centesimi benzina e gasolio. Per Tamoil incremento di 2,2 centesimi, per TotalErg +2,2 centesimi sulla verde e +2 per il gasolio. Più contenuti, invece, gli incrementi messi a segno sulla rete dagli impianti no-logo.
In media il prezzo praticato della verde (in modalità  servito) oscilla da 1,609 di Tamoil all’1,618 di Ip mentre le pompe bianche restano abbondantemente al di sotto di 1,6 (a 1,532). Per il gasolio, invece, si va da 1,487 euro al litro dei punti vendita Esso all’1,493 della Ip. Anche in questo caso i no-logo restano competitivi: in media 1,409 euro al litro.
«La benzina si attesta stabilmente al di sopra di 1,60 euro al litro, con picchi inauditi anche di 1,67 euro al Sud. Siamo di fronte a prezzi incredibili, che non si erano mai registrati neanche quando il petrolio aveva raggiunto quota 147 dollari al barile», denunciano Federconsumatori e Adusbef, che stimano una crescita dei costi annui di 488 euro ad automobilista. Solo i costi diretti sarebbero 288 euro, a cui si aggiungono 200 euro di costi indiretti come, ad esempio, il trasporto delle merci.
Ma sugli automobilisti incombe anche il rischio di uno stop ai rifornimenti agli impianti Eni: le associazioni di categoria dei gestori, Faib e Fegica, hanno proclamato uno sciopero dei benzinai del “cane a sei zampe” per il 14 luglio, dalle 13 fino alle 7 del giorno successivo per protestare «contro la politica di Eni dei rincari dei carburanti, della discriminazione dei prezzi, contro i finti sconti e le campagne ingannevoli sia nei confronti dei gestori sia degli acquirenti».


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