Consumi al palo, flop dei saldi in rialzo solo le spese per i viaggi

ROMA – I consumi proprio non decollano. E se gli indici hanno ancora il segno positivo è solo per effetto del rialzo nei prezzi. Le famiglie italiane non comprano più dell’essenziale e, spesso, tagliano anche quello, anche quando è in saldo. La stagione estiva dei ribassi si conferma, difatti, pessima.
Le spese con carte di credito, ad esempio, effettuate nella terza settimana di luglio (quella terminata il 17), sono cresciute solo dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2010. Lo rivela l’Osservatorio Acquisti CartaSì che ha messo sotto la lente i vari settori di spesa (con esclusione di e-commerce e telecomunicazioni). Uno studio, questo, depurato dagli effetti del mercato dei pagamenti, ovvero indipendente dalla maggiore o minore penetrazione dell’uso delle carte elettroniche tra gli italiani e che basa le sue rilevazioni su un campione di titolari in possesso di una carta sia nel periodo di osservazione che in quello di confronto dell’anno passato.
Ebbene, la ricerca evidenzia come quel flebile aumento negli acquisti sia “trainato” dal prelievo di contante (+12,4%) e dalla voce “viaggi e trasporti” (+6,5%). Una classica risultante, quest’ultima, di benzina alle stelle e rialzo nei biglietti di aerei, treni, traghetti (+8%). Anche gli alberghi (+4%) crescono solo grazie agli incrementi nei prezzi medi, ma numero di prenotazioni pro-capite e quantità  di clienti restano fermi. Nel panorama generale, tengono gli alimentari (+2,4%), con una predilezione per i discount. Non i ristoranti (-0,5%).
Tracollano, poi, i beni per la casa, ovvero elettrodomestici, mobili, casalinghi (-8,7%), così pure abbigliamento e calzature (-3,6%), consueto segmento principe dell’acquisto in saldo. I ribassi di luglio, infatti, non vanno bene. L’Osservatorio segnala un calo del 2,9% degli acquisti effettuati con carte di credito e debito, rispetto a un anno fa, nella terza settimana di promozioni, anche se la stagione, secondo CartaSì, fin qui è sui livelli del 2010. Federconsumatori registra un primo consuntivo decisamente peggiore, «disastroso», lo definisce l’associazione dei consumatori (-9,5%), «ancora meno di quanto previsto». A comprare a saldo «è solo una famiglia su tre, con una spesa di 134 euro a nucleo». Il giro d’affari complessivo «pari a 1,85 miliardi» testimonia «l’estrema difficoltà  delle famiglie, sempre più impossibilitate a fare acquisti, neppure in occasioni di saldi». Con un particolare: si anticipano le spese d’autunno, come ad esempio quelle per la scuola dei figli, sperando in sconti e buoni affari.
Secondo CartaSì, nei saldi vanno molto bene informatica (+9,9%) e articoli sportivi (+3%), gli unici due segmenti che crescono sia in valore che in numero di acquisti. Molto male gli elettrodomestici (-15%). Tra gli aspetti più curiosi, il dato regionale della spesa degli italiani. Se il Trentino ha messo il turbo (+9,4%), seguito da Puglia (+4,5%), Umbria, Basilicata e Calabria (+3,6%), ma anche Emilia Romagna (+3,5%), molte regioni del Nord tengono chiusi i cordoni della borsa. E’ il caso di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia (+1,5%) e Veneto (+0,8%). Negative Campania (-0,3%), Liguria (-0,8%), Sardegna (-0,9%).


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