Differenziata, anche De Magistris si scontra con i disoccupati organizzati

by Sergio Segio | 15 Luglio 2011 7:08

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Alla fine anche il sindaco Luigi De Magistris si è scontrato con il movimento dei disoccupati organizzati è il risultato non è stato di pacificazione. Cariche, 48 denunce e due arresti è il bilancio dello sgombero di ieri mattina, dopo che i senza lavoro hanno occupato la sede del consiglio comunale pretendendo un incontro con il primo cittadino per essere impiegati nella raccolta differenziata porta a porta. Le posizioni sono agli antipodi, e se non si dovesse aprire un dialogo è chiaro che anche De Magistris si troverà  stretto tra proteste, cortei e occupazioni alla stregua delle altre amministrazioni. Per il momento ha ingaggiato un faticoso braccio di ferro, ha condannato l’occupazione, espresso solidarietà  ai vigili urbani (in due hanno dichiarato di essere stati presi a calci e pugni) e in un comunicato ha mandato a dire ai disoccupati che «qualora ci dovesse essere bisogno di un incremento occupazionale, il Comune si farà  promotore di un bando pubblico aperto a tutti i cittadini e cittadine che abbiano i requisiti professionali adatti, affinché possano essere selezionati, con trasparenza e rigore». Vale a dire compromessi zero.
Ma chi sono i precari Bros che chiedono un incontro a Palazzo San Giacomo? Bros è l’acronimo di Budget per il reinserimento occupazionale e sociale e in questo “cartello” rientrano tutte le organizzazioni dei disoccupati, tra cui quelle storicamente di sinistra come il Coordinamento di lotta per lavoro, il Movimento dei disoccupati di Acerra e quello dei Banchi Nuovi. Più di due anni fa in 3500 sono stati inseriti in un progetto di formazione deciso con un’intesa tra gli enti locali, prefettura e governo, proprio per la raccolta differenziata, ma anche lo smaltimento di rifiuti speciali e altre mansioni del genere. Ma una volta concluso il programma formativo, per il quale sono stati spesi oltre 20 milioni di euro, il nulla.
«In campagna elettorale De Magistris aveva detto che avrebbe assunto i precari Bros – dice Paola del movimento – noi avevamo chiesto solo un’incontro, sappiamo che non può risolvere tutto il comune, ma non ci aspettavamo le cariche della polizia. Da parte nostra non c’è stata nessuna violenza». Nei tafferugli è rimasta coinvolta e ha riportato contusioni anche Consiglia Terracciano, storica leader del movimento di Acerra dagli anni ’70.
Dagli uffici del comune ribadiscono la linea della fermezza perché se da un lato c’è la volontà  del sindaco di incontrare al più presto i disoccupati, per loro non ci saranno corsie preferenziali come avvenuto in passato. La crisi dei rifiuti ha la precedenza su tutto e i Bros dovranno mettersi in attesa insieme agli altri. Non è d’accordo Pietro Rinaldi, consigliere di maggioranza eletto tra le fila di una parte dei centri sociali che è durissimo sulle cariche di ieri: «Sono sconcertato – dice – ritengo grave che non ci sia sensibilità  rispetto a una vertenza lunga 15 anni, ed è altrettanto grave che a mantenere l’ordine con il manganello in mano ci sia il comandante dei vigili. Luigi Sementa dovrebbe svolgere altre funzioni ed è già  noto per comportamenti che ledono il corpo (due anni e mezzo fa ha schiaffeggiato un giornalista, ndr)».
Sul fronte dei movimenti per il sindaco non c’è pace nemmeno a Chiaiano dove i no discarica si stanno mobilitando per chiedere la chiusura del sito nella cava di Cupa del poligono e contrastare il piano del commissario Tino Vardè. Secondo la regione infatti un nuovo buco trita immondizia dovrebbe sorgere nelle vicinanze dell’attuale discarica cittadina, così sia oggi che domani i cittadini hanno indetto due sit-in alla rotonda Titanic. D’altra parte se nemmeno il termometro dell’emergenza dà  tregua al sindaco (ieri segnava quota 2400 tonnellate), il suo vice Tommaso Sodano è tornato dalla riunione romana insieme al ministro Prestigiacomo con una buona notizia: «Saranno garantite maggiori risorse per la raccolta differenziata porta a porta – ha spiegato l’assessore – che potrà  arrivare a coinvolgere il 50% della popolazione napoletana, cioè circa 500mila cittadini». E non è poco.

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MODENA
Accogliere i rifiuti campani? È quasi rissa

 Sfiorata la rissa nel consiglio comunale di Modena a causa dei rifiuti napoletani. Il battibecco tra il consigliere del Pd, Michele Andreana e il capogruppo della Lega Nord Stefano Barberini, nato in seguito alle marcate divergenze di opinioni sulla solidarietà  da portare alla regione campana, non si è trasformato in una scazzottata solo per l’intervento dei vigili urbani. Secondo Barberini, che si oppone ai trasferimenti, l’esponente democratico l’avrebbe minacciato più volte fino ad arrivare a qualche spintone. Opposta le versione di Andreana che accusa: «Chi ora fa la vittima, in realtà  è il carnefice. Barberini è un provocatore». Modena non è inserita tra i comuni che devono farsi carico dei rifiuti campani, ma l’assessore all’ambiente Simona Arletti ha detto che l’amministrazione non intende tirarsi indietro, affermando che «la salute dei bambini campani va tutelata come quella dei bambini modenesi».

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