Grecia, ultimatum del Fondo

BRUXELLES— Agite in fretta, dice all’Europa il Fondo monetario internazionale, o l’esito della crisi potrà  essere «imprevedibile» . Quanto in fretta? Mancano 24 ore al vertice straordinario dei capi di Stato e di governo della zona euro, da cui si attende una parola netta. Eppure quel vertice, frena da Berlino Angela Merkel, «non porterà  a una soluzione spettacolare» , come un’intesa sulla ristrutturazione del debito di Atene o sugli eurobond: anche se combattere la crisi del debito «è un compito storico» , e l’Europa «non può essere concepita senza l’euro» .
 Pillole di realismo, o mezza doccia fredda, proprio mentre i negoziati fra gli «sherpa» , gli esperti del Comitato economico finanziario di Bruxelles, sono entrati nella fase più convulsa. Ma potrebbe anche essere normale pre-tattica, quella della cancelliera che oggi riceverà  in un prevertice inatteso a Berlino Nicolas Sarkozy. Anche perché l’Fmi, da pochi giorni sotto il comando di Christine Lagarde dopo l’epoca Strauss-Kahn, insiste nel suonare l’allerta, nel suo rapporto 2011 sulla zona dell’euro: il rischio di un contagio è «alto» , le tensioni legate al debito sovrano «potrebbero estendersi alle economie principali, attraverso il sistema finanziario» con «implicazioni globali».
 Perciò «sarebbe molto costoso non solo per l’Eurozona ma per l’economia globale un rinvio nell’affrontare la crisi» . C’è un’altra possibile interpretazione di questo discorso: l’Fmi è stufo di metter mano al portafoglio per questo o quel Paese dell’Eurozona in mancanza di un piano coerente. Il Fondo potrebbe voler ridurre la propria partecipazione a nuovi aiuti.
 La nuova gestione
Lagarde potrebbe aver coinciso con questa correzione di rotta, ma per capire se è così bisognerà  aspettare ancora qualche mese, o qualche settimana. Nell’attesa, e in vista del vertice di domani, sui mercati è stata una giornata di cauti riposizionamenti. Borse tutte in ripresa, con Milano e Stoccolma in testa che guadagnano circa il 2%. Euro pure in risalita, verso quota 1,42 nei confronti del dollaro. E tensioni sui titoli di Stato in attenuazione: lo spread, la differenza di rendimento fra i titoli decennali italiani e quelli omologhi tedeschi, è scesa da 330 punti base verso quota 300. Tutti questi segnali influiscono sulle trattative a Bruxelles.
Così come l’ultimo «no» di Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, a ogni ipotesi di default più o meno «selettivo» per la Grecia; o le sue parole di incoraggiamento verso l’Italia: «Ho piena fiducia nella sua capacità  di rafforzare la sua credibilità » . Tutto entra in gioco, in vista del vertice. Ma il primo nodo da sciogliere è naturalmente quello di Atene. L’ipotesi su cui si starebbe profilando un abbozzo di compromesso è ancora quella del parziale «buy-back» : l’Efsf, il fondo salva-Stati, fornirebbe ad Atene i soldi per ricomprare il proprio debito. E bloccare il contagio.


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