“Troppo tempo per diventare medici” e il governo taglia un anno di studi

ROMA – Meno anni in aula per i futuri camici bianchi. Accorciare il percorso di studio di medicina, riducendo gli anni necessari per la specializzazione o lo stesso percorso di laurea. L’ipotesi è sul tavolo del ministro della Sanità  Ferruccio Fazio che lavora d’intesa con quello dell’Istruzione Mariastella Gelmini e trova d’accordo anche l’ordine dei medici.
«Stiamo parlando di una riduzione del percorso universitario in medicina», ha annunciato da Padova, a margine di un convegno, Fazio confermando le anticipazioni fatte in una intervista al “Giornale” dal titolare di viale Trastevere, che non aveva precisato in quale punto del percorso di formazione dei futuri medici – se durante la laurea, la specializzazione o il dottorato – dovrebbe avvenire il “taglio”.
«Porteremo a quattro anni le specializzazioni che ora sono di cinque, importando il modello europeo e rimanendo nei suoi limiti. In pratica, dove in Europa le specializzazioni sono inferiori ai cinque anni lo saranno anche in Italia. Il percorso – ha continuato Fazio – potrebbe essere abbastanza rapido anche se va normato».
Per il ministro si potrebbero ridurre anche i corsi di laurea, è «più difficile, ma possibile»: si potrebbe incorporare nell’ambito dei sei anni quello dell’esame di Stato, ha chiarito. Se invece «vogliamo rivedere oltre il complesso della riduzione del curriculum formativo credo che ciò sia possibile ma potrebbe richiedere più tempo».
E che la riduzione dovrebbe riguardare la durata delle scuole di specializzazione è stato confermato dal rettore della Sapienza, Luigi Frati. Che ha precisato: l’accorciamento porterebbe «a un aumento dei posti disponibili, che passerebbero da 5000 a 6000 l’anno e questo permetterebbe di ovviare alla carenza di specializzandi: una misura positiva». Formazione più rapida ma anche la necessità  di rivedere il piano di addestramento: «Per gli specializzandi in Chirurgia – ha anticipato il preside – è fondamentale introdurre da subito la pratica degli atti operatori».
Sul “taglio” ci sarebbe un accordo di massima: quattro anni per le scuole di specializzazione mediche, cinque per quelle chirurgiche. Favorevole anche il preside della Facoltà  di Medicina e Chirurgia della Cattolica di Roma, Rocco Bellantone, «purché non si tratti di un taglio tout court che risponda solo all’esigenza di avere un maggior numero di laureati nei prossimi anni».
Davanti alla proposta resta cauto il presidente del Cun, Andrea Lenzi, che ha ricordato alcuni paletti ineludibili. Oggi tra corso di laurea e specializzazione gli anni di formazione possono superare i 12-13 anni. Ridurre questo periodo «è un’iniziativa utile se ben studiata», ha spiegato il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Amedeo Bianco. «L’importante è intervenire sulle scuole di specializzazione, migliorando e potenziando le attività  professionalizzanti». E ha proposto di rendere “da subito” operativi i giovani medici, «metterli prima a contatto con la prevenzione, l’assistenza, il mestiere già  durante la scuola di specializzazione, integrando momenti formativi e pratica professionale, coinvolgendo i servizi sanitari regionali».


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