Strage di Duisburg, tutti condannati

LOCRI – Otto ergastoli e pene che vanno dai 9 ai 12 anni di reclusione per associazione mafiosa. Si è concluso con condanne pesantissime il processo sulla faida di San Luca che portò alla strage di Duisburg in Germania, di ferragosto del 2007. La Corte d’Assise di Locri ha dato il carcere a vita Giovanni Strangio, considerato uno dei tre killer entrati in azione davanti alla pizzeria «Da Bruno», dove furono trucidate 6 persone, vicine al clan dei Pelle-Vottari, punendo anche altre sette persone considerate gli esecutori materiali, o mandanti di tutta una serie di delitti legati alla faida. Ergastolo quindi per Francesco Nirta, Giovanni Luca Nirta, Giuseppe Nirta, Francesco Pelle, Sebastiano Romeo, Francesco Vottari e Sebastiano Vottari.
Con la sentenza letta dal presidente della Corte Bruno Muscolo, vengono individuati gli autori di una serie di omicidi avvenuti durante la faida di San Luca tra le cosche dei Pelle-Vottari con i Nirta-Strangio. Una faida iniziata per uno scherzo il giorno di Carnevale del 1991. Fermata dai boss nel ’93 e riesplosa il giorno dell’Epifania del 2005. In quella circostanza venne assassinato Salvatore Favasuli, reo di aver avuto una relazione con la fidanzata di Domenico Giorgi e punito con la morte per questo. Un delitto d’onore, in pieno stile mafioso, a cui seguirono una serie di vendette trasversali. Pochi mesi dopo un killer spara a Ciccio Pelle mentre si trova sul balcone con il figlioletto appena nato in braccio. Il bimbo resterà  incolume, ma Pelle finisce su una sedia a rotelle a vita. È lui a chiedere vendetta. E a Natale del 2006, durante un agguato a casa dei Nirta-Strangio resta uccisa Maria Strangio (l’obiettivo era il marito Giovanni Luca Nirta). La strage in Germania è la risposta all’omicidio della donna. Per il procuratore di Reggio, Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini con i pm Federico Perrone Capano e Adriana Fimiani «si è acclarato che la ‘ndrangheta è presente in modo forte in Europa ed anche nel resto del mondo». Quando i giudici hanno letto il dispositivo ci sono stati momenti di grande tensione tra i familiari degli imputati e di commozione tra i parenti delle vittime dell’eccidio. Ora si attende l’esito del processo di Sebastiano e Giuseppe Nirta, per quali si procede separatamente, considerati gli altri due killer che spararono a Ferragosto del 2007. Sempre ieri però si è saputo che 12 tra boss e picciotti delle famiglie di San Luca, che erano stati tutti già  condannati in secondo grado a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa, sono tornati in libertà  per decorrenza dei termini.


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