Chiamate ai telefoni cellulari Antitrust contro le tariffe Agcom

by Sergio Segio | 7 Agosto 2011 6:48

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ROMA – Sono ingiustificati i vantaggi economici che le norme concedono agli operatori mobili e soprattutto ad H3G (3 Italia), per i prezzi di terminazione mobile Ne conseguono danni ai consumatori e alla concorrenza. E’ il senso delle critiche che l’Antitrust, in una lettera firmata dal suo presidente Antonio Catricalà , rivolge all’Agcom (Autorità  garante delle comunicazioni). Si tratta di un documento riservato, che Repubblica ha potuto leggere. E’ un parere di cui Agcom terrà  conto nel decidere – si prevede a settembre – le nuove tariffe di terminazione mobile, non solo di H3G ma anche degli altri operatori. Queste tariffe sono quanto gli operatori mobili incassano per ogni telefonata che arriva a un loro utente. A pagare è l’operatore del chiamante. Ne risulta però un impatto diretto sul costo delle chiamate dal telefono di casa verso i cellulari, perché gli operatori fissi scaricano sui clienti il prezzo di terminazione mobile. La lettera dell’Antitrust nota che le nuove tariffe di terminazione indicate da Agcom per i prossimi anni (in una sua delibera ancora non definitiva), sono ancora troppo care, rispetto alle indicazioni della Commissione europea; e sono più alte di quelle in vigore in numerosi Paesi europei, tra cui Francia, Regno Unito e Germania.
Ma è soprattutto contro “l’asimmetria” concessa ad HG che l’Antitrust punta il dito. Agcom vorrebbe concedere a H3G prezzi di terminazione più elevati rispetto ai concorrenti fino al 31 dicembre 2013, alla luce del fatto che questo operatore detiene una minore quantità  di frequenze. Ma per l’Antitrust, Agcom dovrebbe affrettarsi a eliminare i vantaggi concessi a H3G, perché già  da fine 2011 il quadro delle frequenze assegnate sarà  più equilibrato. «Sono state poste le basi per la progressiva liberazione sul territorio nazionale di un blocco da 5 MHz, che sarà  utilizzato da H3G», ricorda Antitrust, secondo cui inoltre deriverà  maggiore equilibrio anche grazie al refarming (razionalizzazione della banda a 900 MHz, ora in corso) e all’assegnazione delle frequenze 800, 1800, 2000 MHz e 2,6 GHz (con l’asta appena bandita dal ministero per lo Sviluppo).
Il parere dell’Antitrust è supportato anche da quello della Commissione Ue, inviato ad Agcom nelle settimane precedenti. Bruxelles nota che le tariffe di terminazione sono «notevolmente al di sopra di livelli orientati ai costi e alla media dell’UE». Secondo la Commissione, infatti, queste tariffe dovrebbe rispecchiare i costi che un operatore efficiente sopporta nel terminare la chiamata sulla propria rete. Agcom però vorrebbe imporre tariffe orientate ai costi solo a partire dal primo gennaio 2015, «cioè due anni dopo il termine fissato nella raccomandazione della Commissione». Sollecita quindi l’Autorità  perché riduca i prezzi più in fretta e già  entro il 31 dicembre 2012 fissi «tariffe efficienti sotto il profilo dei costi». «Nel limite del possibile, andremo verso quanto indicato dalla Commissione e quindi verso un taglio più rapido delle tariffe di terminazione e una riduzione dell’asimmetria di H3G», dice Stefano Mannoni, consigliere di Agcom.

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