Serravalle, indagato per corruzione anche un manager di Banca Intesa

Serravalle, indagato per corruzione anche un manager di Banca Intesa Filippo Penati

Maurizio Pagani, responsabile del settore Infrastrutture e finanza, coinvolto nella stessa inchiesta in cui figura il nome di Filippo Penati e scaturita dalla cessione dell’area ex Falck

Repubblica.it Sergio Segio • 30/8/2011 • Politica & Istituzioni • 146 Viste

Un manager di Banca Intesa, Maurizio Pagani, responsabile del settore Infrastrutture e finanza, è indagato per concorso in corruzione nell’inchiesta dei pm di Monza sulle presunte tangenti per le aree ex Falck e Marelli: si tratta della stessa vicenda in cui è coinvolto Filippo Penati, ex braccio destro del segretario nazionale pd Pier Luigi Bersani. Da quanto si è saputo, le indagini a carico del manager riguardano il capitolo dell’inchiesta sull’acquisto da parte della Provincia di Milano delle quote dell’autostrada Milano-Serravalle.

Verso metà  agosto i finanzieri di Milano, su ordine dei pm Walter Mapelli e Franca Macchia, hanno perquisito l’abitazione e gli uffici del manager Pagani. Di lui parla l’imprenditore Piero Di Caterina in un interrogatorio reso il 30 giugno 2010. Come spiega il gip monzese Anna Magelli nella sua ordinanza, Di Caterina parla di una “tangente pagata per la vendita della Milano-Serravalle”. A giudizio di Di Caterina sarebbero intercorse “trattative” in relazione “all’acquisto della Milano-Serravalle da parte della Provincia di Milano” e ci sarebbero stati “alcuni incontri presso lo studio” di un commercialista milanese al quale avrebbero partecipato Giordano Vimercati, l’ex braccio destro di Filippo Penati (che all’epoca guidava la Provincia), Bruno Binasco (manager del Gruppo Gavio) e “un rappresentante di Banca Intesa, tale Pagani”.

In quegli incontri, sempre stando al verbale di Di Caterina, “si è anche parlato di un sovrapprezzo da pagare a favore di Penati e Vimercati”. Nelle carte dell’inchiesta, inoltre, il ruolo di Banca Intesa emergerebbe anche in relazione alla tangente da 4 miliardi di lire pagata dall’imprenditore Giuseppe Pasini a Penati per entrare nell’affare dell’area Falck: come scrive il gip, i funzionari dell’istituto di credito avrebbero individuato “le modalità  di trasferimento” in Lussemburgo della “provvista”.

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This