Condono 2002, il Fisco colpirà  i vecchi evasori

by Sergio Segio | 4 Settembre 2011 7:09

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ROMA — Sono gli evasori al quadrato, quelli che hanno aggirato il Fisco non una ma due volte. La prima al momento della dichiarazione dei redditi, nascondendo una parte della loro ricchezza. La seconda dopo aver aderito al condono tombale del 2002, pagando solo le prime rate per mettersi in regola e ignorando gli avvisi arrivati in seguito. È su di loro che concentra l’attenzione l’emendamento alla manovra proposto dal Pd e approvato all’unanimità  dalla commissione Bilancio del Senato.
Il testo stabilisce che l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia dovranno provvedere «all’integrale recupero» di queste somme attraverso «ogni azione coattiva», compreso pignoramento, sequestro e messa all’asta. E che il tutto deve essere fatto «inderogabilmente» entro il 31 dicembre 2011. In alternativa l’evasore al quadrato può mettersi in regola, sempre entro la fine dell’anno, pagando una sanzione pari al 50% delle somme in questione facendo scattare automaticamente i controlli del Fisco sugli anni successivi. Quanto vale questa misura? Secondo la Corte dei Conti siamo sui 4 miliardi e 200 milioni di euro, qualcosa in più dei 3,8 miliardi che avrebbe portato in tre anni il vecchio contributo di solidarietà . A patto che tutte quelle somme siano recuperate davvero, visto che ormai dal condono sono passati quasi dieci anni. «È una misura molto importante — dice il senatore del Pd Enrico Morando — perché darebbe un gettito rilevante e in tempi rapidi anche se una tantum». In base a un altro emendamento, firmato dall’ex pd Nicola Rossi, le maggiori entrate che dovrebbero arrivare dalla lotta agli evasori, potrebbero essere usate dal 2015 per abbassare le tasse.
Meno ad effetto ma altrettanto importante un’altra modifica passata all’unanimità  sempre su proposta del Pd che introduce il principio della spending review, caldeggiato pubblicamente pochi giorni fa dal direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni. Si tratta di un meccanismo di revisione della spesa pubblica, un’analisi dei singoli centri di costo e dei loro benefici che prendere il posto dei tagli lineari dove, invece, la riduzione è uguale per tutte le voci. Su iniziativa della Lega è passato un emendamento che introduce una tassa del 2% sui trasferimenti di denaro all’estero fatti attraverso le banche e gli sportelli delle agenzie di money transfer. Dalla nuova tassa saranno esentate le «persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale»: in sostanza colpirà  solo gli extracomunitari irregolari.
Bocciato l’emendamento dei radicali per cancellare l’esenzione dell’Ici alla Chiesa e («Per colpa del conflitto di interessi di Berlusconi» dice il Pd) quello che metteva all’asta le frequenze tv nel passaggio al digitale terrestre che avrebbe fruttato 1-2 miliardi. La commissione Bilancio torna a riunirsi stamattina con l’obiettivo di chiudere in giornata, martedì comincerà  il dibattito in Aula. Renato Schifani allontana il voto di fiducia: «Io lo demonizzo — dice il presidente del Senato — non vedo perché il dibattito parlamentare dovrebbe essere strozzato impendendo il confronto». Sulla stessa linea il vicecapogruppo Pdl, Gaetano Quagliariello: «Non è nostra intenzione mettere la fiducia».

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