Edison, colloquio Romani-Proglio il governo spinge per il lodo Zuccoli

MILANO – Tiene banco la politica nelle trattative per il futuro di Edison. Dopo l’incontro di settimana scorsa a Roma, ieri c’è stato un nuovo contatto tra il ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani e il numero uno di Edf Henri Proglio. Il manager francese si sarebbe sentito per telefono con l’esponente di governo per conoscere la posizione del governo dopo gli ultimi avvenimenti. E per sapere l’interlocutore con cui il gruppo transalpino avrà  a che fare in vista del divorzio con i soci italiani con cui al momento dividono il controllo della società  di Foro Bonaparte, la seconda utility del paese sia nel settore del gas (dopo Eni) e nell’elettricità  (dopo Enel).
Da quel poco che è trapelato da fonti vicine alle società , l’impressione è che nelle ultime ore si sia rafforzato l’appoggio politico al cosiddetto “lodo Zuccoli”. Ovvero alla soluzione presentata dal presidente del consiglio di gestione di A2a, Giuliano Zuccoli. La quale prevede che Edison passi tutta sotto il controllo di Edf, con i soci italiani che otterrebbero in cambio il 50% di Edipower (società  di gestione sia di impianti a ciclo combinato, sia idroelettrici) ora in mano ai transalpini.
L’idea (che ha convinto il governo a cominciare da Romani e dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti) è quella di creare un polo energetico dove A2a – l’utility dei comuni di Milano e Brescia che guida la pattuglia dei soci italiani di Edison – arriverebbe a fondersi con Edipower, in un gruppo che verrebbe aperto anche ad altre ex municipalizzate. Porte aperte ai soci già  presenti in Edison (come Iren, Sel e Dolomiti Energia). Ma anche a nuovi ingressi: tra gli interessati l’utility romana Acea, nonostante la contrarietà  del socio forte Caltagirone. In sintesi, il lodo Zuccoli porterebbe così a replicare il modello con cui in Germania è nata Rwe, fusione tra le principali utility locali tedesche. Non a caso, il ministro Romani si sarebbe mosso anche sui sindaci Giuliano Pisapia (Milano) e Adriano Paroli (Brescia), in qualità  di socio di controllo di A2a, per convincerli a dare il loro assenso all’operazione.
In particolare il fronte bresciano – guidato dal presidente del consiglio di sorveglianza Graziano Tarantini – guida la puttuglia di chi vorrebbe limitarsi a un semplice ritocco degli accordi cui si era già  giunti nel marzo scorso, con il passaggio di Edison ai francesi in cambio dei soli impianti idroelettrici di Edipower e di un’opzione per l’uscita dal capitale di Edison dopo tre anni. Ma la soluzione proposta da Zuccoli sta cominciando ad aprire qualche breccia anche tra i soci che finora si erano opposti. Lo scambio Edison-Edipower permetterebbe, infatti, alle utility italiane di non dover esercitate la “put” e registrare così una più che probabile minusvalenza sul loro bilancio.
Oggi, nuova puntata della vicenda con la convocazione del consiglio di gestione di A2a. In attesa di scoprire come reagiranno i francesi alla nuova iniziativa politica.


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