Gli Amish «ultrà » finiscono in prigione per un carretto

WASHINGTON — La vita degli Amish è regolata dall’Ordine. Il «loro» ordine. Per cui a volte disobbediscono all’altro ordine, quello di uno dei 28 Stati americani dove vive questa pacifica confessione cristiano-protestante. Piccoli incidenti provocati dalla particolare visione degli Amish, contrari — in parte — a qualsiasi forma di modernità . Ed ecco che nove membri della comunità  di Mayfield, Kentucky, sono finiti per qualche ora in prigione. Le foto segnaletiche li mostrano in abiti scuri, con capelli lunghi e barbette che ricordano quelle dei sette nani. Sembrano usciti da un quadro antico e invece è storia recente.
La bizzarra vicenda ha origine da un no irrevocabile. I nove si sono rifiutati di appendere ai loro calessi un triangolo catarifrangente che segnala «veicolo che si muove lentamente». E non si è trattato di un capriccio, bensì del rispetto della loro religione. Agli Amish è proibito indossare abiti dai colori vistosi o trasportare oggetti con tinte vivaci. In più la comunità  non può affidare sicurezza e fiducia a qualsiasi cosa inventata da un essere umano. La protezione — in questa rigorosa interpretazione — viene dal Signore, il resto è superfluo.
La vertenza legale — iniziata ben tre anni fa — si sarebbe potuta chiudere con il pagamento di una multa e invece gli Amish hanno insistito restando abbarbicati alle loro posizioni. Qualcuno di loro ha proposto di attaccare alle carrozzelle un «triangolo» di colore grigio, meno vistoso. Un compromesso arenatosi nelle sabbie dei regolamenti: deve essere arancione, niente deroghe. L’ultima parola è toccata al giudice Deborah Crook. Sia pure a malincuore, ha dovuto prendere una decisione drastica e i nove sono stati portati in prigione dove però gli è stata risparmiata l’offesa della classica tuta arancione riservata ai detenuti. Presto i nove di Mayfield potrebbero essere seguiti da decine di loro correligionari. Sul tavolo del giudice Crook vi sono altri cinquanta casi simili e dunque c’è il rischio che scattino di nuovo le manette.
La disputa ha portato l’attenzione su una comunità  operosa e pacifica che — in teoria — dovrebbe stare alla larga dai guai di questi anni tumultuosi. Da sempre, gli Amish vivono nella semplicità  e si guardano bene — salvo in rare situazioni — dall’abbracciare la modernità . Il gruppo, nato in Svizzera nel 1693 per volontà  di un vescovo scissionista, si è diffuso tra il territorio elvetico, l’Alsazia e la Germania. Poi a partire dagli inizi del diciottesimo secolo una forte comunità  si è trasferita negli Stati Uniti. L’ultimo censimento ha stimato che ne ve siano quasi 250 mila e sono in continua crescita, tanto che nel 2024 potrebbero raddoppiare. Un boom demografico legato all’alto numero di figli: 6-7 per famiglia. E recenti studi segnalano un progressivo spostamento verso l’Ovest dove è possibile acquistare terra a buon prezzo e trovare aree non minacciate dalla tecnologia. Gli Amish, infatti, vivono di agricoltura e artigianato, non usano l’elettricità  â€” se non in casi particolarissimi —, impiegano strumenti semplici, si vestono come nell’Ottocento, non guardano la tv e leggono tantissimo. Ovviamente le auto sono bandite. Al loro posto girano con i classici calessi neri. La loro lingua è un dialetto tedesco. Quanto ai loro figli possono studiare fino ai sedici anni, poi si dedicano al lavoro. Tutto sommato, la comunità  è riuscita a tirare avanti bene. Ma di questi tempi non poteva restare immune da qualche brutta sorpresa. Un «fratello» dell’Ohio al quale avevano affidato i loro risparmi li ha bruciati in investimenti sbagliati: 17 milioni di dollari in fumo. Lui ha dato la colpa alla Borsa e alle pazzie del mercato. Adesso rischia vent’anni di prigione.
Simpatici e un po’ strani questi Amish. Ai loro figli insegnano a vivere in comunità  e non a riporre la fiducia in una sola persona. Contano gli anziani, i saggi del gruppo. Ma alla fine si sono messi nelle mani di un uomo che li ha fregati in modo brutale.


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