Manovra, a che punto siamo

ROMA — La manovra è all’esame della commissione Bilancio al Senato. L’esame ha già  prodotto in due giorni di lavori alcune novità , come l’obbligo del recupero delle somme non riscosse del «condono tombale» del 2002, maggiorate degli interessi, entro dicembre prossimo. C’è chi dice, per esempio, che gli enti locali vogliano tentare di ridurre i tagli facendo pressioni sull’Aula del Senato nei prossimi giorni.
Ecco qui sotto quella che potrebbe essere la sintesi dei provvedimenti messi in campo del governo, tra numerosi ripensamenti, nel primo intervento di luglio e poi a Ferragosto, dopo il vertice di Arcore, e poi attraverso l’emendamento del governo e del relatore e infine in commissione, dove anche l’opposizione, al momento della votazione, è riuscita a far passare alcune modifiche.
Come si vedrà , la manovra si basa su alcuni pilastri che sono il taglio delle spese dei ministeri (per 6 miliardi nel 2012 e 2,5 nel 2013) e degli enti locali (4,2 miliardi nel 2012 e 3,2 nel 2013, cifre scontate dalla previsione di destinare interamente a essi l’importo della Robin Hood Tax, ossia la tassa sulle imprese energetiche). Importante l’intervento sulle pensioni che grava in parte sulle donne, in parte sugli statali.
È saltato invece il grosso del contributo di solidarietà  che resta a questo punto confinato agli statali, ai «pensionati d’oro» e ai parlamentari (in misura doppia). Questi ultimi scampano invece al dimezzamento, così come le Province evitano la soppressione: entrambi gli inasprimenti passeranno infatti in una apposita legge costituzionale. Resta una stretta sulle incompatibilità  dei parlamentari.
L’ultima versione della manovra ha puntato sulla lotta all’evasione con l’obbligo di indicare il numero dei conti correnti nelle dichiarazioni dei redditi che potranno essere pubblicate dai sindaci. Appesantite le sanzioni su chi evade e dimezzate quelle di chi non usi contante. Un contributo cospicuo è stato chiesto alle società  cooperative.


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