Mercato auto in ripresa, ma non per Fiat

  TORINO – L’Europa, almeno in agosto, dà  qualche segnale di ripresa: più 7,8 per cento rispetto all’agosto 2010 mentre a luglio la flessione è stata dell1,9 per cento. Della ripresina agostana il Lingotto non approfitta e scende sotto la soglia del 6 per cento di quota nel Vecchio continente. I dati sulle immatricolazioni, resi noti ieri, sembrano confermare il momento difficile dei marchi Fiat. Tanto che dal Lingotto si ammette: «Fiat sta attraversando una fase di profondo rinnovamento delle gamme dei propri marchi». Dunque, in questo momento delicato, è anche l’assenza di nuovi prodotti a punire il gruppo di Torino.
A conferma che è la mancanza di novità  a penalizzare il gruppo è l’analisi delle vendite dei singoli brand. Così Fiat perde quote in attesa che dall’inizio del prossimo anno arrivi ai concessionari la nuova Panda prodotta a Pomigliano e presentata in questi giorni in prima mondiale al Salone di Francoforte. Mentre migliorano le vendite di Lancia (grazie soprattutto alla nuova Ypsilon) e rimangono buone quelle dell’Alfa Romeo (grazie alla Giulietta). Nella classifica dei segmenti Panda e 500 rimangono in vetta alla top ten delle piccole utilitarie. Tutto ciò non impedisce ai marchi di Torino di scendere al 5,8 per cento di quota nel mese di agosto mentre nell’agosto di un anno fa la quota era stata del 6,8 e a luglio 2010 era arrivata al 7,8. Un calo molto pesante perché a livello continentale anche un solo punto percentuale è molto difficile da recuperare. Tanto che il gruppo italiano è ormai al nono posto (-11 per cento) tra i costruttori che vendono in Europa.
I dati per il Lingotto sarebbero anche più drammatici se dal calcolo delle vendite venissero tolte le vetture del marchio Jeep che stanno conoscendo un grande successo nel vecchio continente e fanno registrare un boom di vendite (più 140 per cento) anche se su numeri assoluti limitati (4.000 auto vendute in due mesi).
Così della ripresa del mercato europeo beneficiano soprattutto i costruttori tedeschi, in particolare i marchi del gruppo Volkswagen. La casa di Wolksburg sembra non risentire della crisi e sale di oltre il 19 per cento così come fa la Ford. Un lieve incremento (più 1,4 per cento) anche per i francesi della Renault. Mentre a luglio era il solo mercato tedesco a crescere rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in agosto tutti i cinque principali mercati continentali (Germania, Francia, Inghilterra, Spagna e Italia) sono positivi. Segnale incoraggiante per i costruttori anche se tradizionalmente il mese di agosto è considerato anomalo per la chiusura di molti concessionari durante le ferie estive.
Le vendite non sono l’unico cruccio per la Fiat. In queste settimane stanno infatti esplodendo le vicende di Irisbus e di Termini Imerese. I dipendenti dello stabilimento siciliano, che chiuderà  la produzione a fine anno, sono usciti ieri in corteo e hanno bloccato l’autostrada e la ferrovie. Chiedono garanzie occupazionali alla Dr, l’azienda che dovrebbe rilevare lo stabilimento: «E’ intollerabile che per avviare un negoziato si debba scioperare. Intervenga il governo», ha chiesto il leader della Fiom, Maurizio Landini


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