Oggi lo sciopero generale Cgil manifestazioni in 100 piazze

Cento manifestazioni in tutta Italia, l’appuntamento principale a Roma, davanti al Colosseo, con il comizio del segretario generale, Susanna Camusso: «Contestiamo questa manovra e il governo dei privilegi che l’ha varata», ha detto ieri il numero uno di corso d’Italia. Lo sciopero generale indetto dalla Cgil si svolge oggi in un clima sindacale reso incandescente dall’ultima iniziativa del ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, che ha inserito nel testo del governo norme per aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sulla libertà  di licenziamento. Una mossa che ha finito per irritare anche quei sindacati, come Cisl e Uil, che pure ieri hanno continuato a criticare con toni molto duri lo sciopero indetto dall’organizzazione di Susanna Camusso. Protestano soprattutto i sindacati metalmeccanici che hanno firmato gli accordi separati con la Fiat e che ora si trovano, nello stesso articolo che quegli accordi legittima, un comma sulla libertà  di licenziamento: «La possibilità  di aggirare la legge sui licenziamenti è inutile, sbagliata e non sarà  applicata da nessuno», si arrabbia Giuseppe Farina, segretario della Fim. Analogamente il segretario della Uilm, Rocco Palombella annuncia che il suo sindacato non applicherà  la norma contestata. Per la Fiom invece è tutto l’articolo che va cancellato: «Fim e Uilm chiedano al governo di cancellare l’intero decreto Marchionne, inserito in finanziaria solo per fare un favore alla Fiat», dice Giorgio Airaudo che aggiunge: «Contro l’articolo 8 della manovra potremmo indire un referendum». In serata tocca a Sacconi replicare alle proteste: «Nel nuovo articolo non c’è un attacco ai diritti ma ci sono norme che possono favorire l’occupazione». Il ministro fa l’esempio di un’intesa tra sindacato e azienda che consenta i licenziamenti senza giusta causa «pagando anche 17 mensilità  a chi viene licenziato». Ma sorvola sul fatto che la scelta se accettare o meno quel risarcimento perdendo il posto non viene fatta dall’interessato ma da un sindacato, non necessariamente il suo.
Lo scontro tra le organizzazioni sindacali sulla opportunità  di indire lo sciopero generale è molto aspro. Raffaele Bonanni parla senza giri di parole di «sciopero demenziale» e scende all’attacco personale contro «Susanna Camusso tornata nelle braccia di Landini». Dalla Cgil la replica è affidata a un comunicato stampa che riporta i risultati di «un sondaggio dal quale risulta che allo sciopero aderiranno anche parecchi iscritti alla Cisl e alla Uil». Segnali di adesione alle manifestazioni di oggi sono in effetti venuti da diversi delegati di fabbrica anche dei sindacati che pure non aderiscono all’iniziativa.
Lo scioperò bloccherà  quasi certamente i trasporti pubblici e renderà  difficili gli spostamenti nei centri storici attraversati dai cortei in programma. In agitazione anche i casellanti tanto che ieri la società  autostrade ha voluto ricordare che pagare il pedaggio è un preciso dovere previsto dalla legge.
Alle manifestazioni di oggi è annunciata la partecipazione dei principali partiti del centrosinistra. Nel pomeriggio di ieri il Pd ha annunciato ufficialmente la sua adesione al termine di un travaglio interno durato diversi giorni: «Questo è un governo di irresponsabili – ha detto Pierluigi Bersani – e noi saremo in piazza e appoggeremo le iniziative di tutti coloro che voglio cambiare questa manovra iniqua». Alla manifestazione principale di Roma hanno annunciato la loro partecipazione anche i vertici dell’Idv, con Antonio Di Pietro, e di Sel, con Nichi Vendola. Il leader di Rifondazione, Paolo Ferrero, parteciperà  invece al corteo di Torino. Da ieri pomeriggio la Fiom ha organizzato notti bianche di preparazione allo sciopero in quattro città : oltre a Torino anche Bologna, Milano e Taranto. Questa sera, il segretario della Fiom, Landini, parteciperà  a un presidio davanti a Palazzo Madama.


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