“Troppo anziani ed egoisti per essere bravi genitori la figlia sia data in adozione”
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Torino. I genitori sono “troppo” anziani perché l’hanno concepita a 57 anni la madre, e 70 anni il padre. E hanno desiderato “troppo” avere un figlio, andando contro le leggi della natura ed evidentemente ricorrendo alla fecondazione al di fuori dei confini italiani.
Sono i due punti cardine della sentenza choc pronunciata dal tribunale per i minori del Piemonte, che ha dichiarato “Viola” (il nome è di fantasia), bimba di un anno e mezzo, adottabile, togliendola per sempre ai suoi genitori che abitano a Mirabello, piccolo paese di mille anime tra le colline del Monferrato.
I giudici hanno infatti ritenuto che la piccola sia «il frutto di una applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica». E la volontà di concepirla «è una scelta che, se spinta oltre certi limiti si fonda sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni che necessariamente implicano l’accantonamento delle leggi di natura e una certa indifferenza rispetto alla prospettiva del bambino».
In concreto, spiegano i giudici Donata Clerici, Federica Florio, Alberto Astesano e Silvia Truffo, «i genitori non si sono mai seriamente posti domande in merito al fatto che “Viola” si ritroverà orfana in giovane età e prima ancora sarà costretta a curare i genitori anziani, che potrebbero avere patologie più o meno invalidanti, proprio nel momento in cui, giovane adulta, avrà bisogno del sostegno dei suoi genitori». Per questo riportano le parole della consulente tecnica secondo cui «il dato della differenza d’età per i genitori non assume alcuna rilevanza, essendo secondario rispetto all’appagamento del bisogno narcisistico di avere un bambino». Contro questa decisione l’avvocato Fabio Deorsola (che assiste i genitori insieme al collega Giulio Calosso) presenterà ricorso: «Si tratta di una sentenza fondata sul pregiudizio che considera l’adozione una misura alternativa al desiderio di genitorialità ». Nella sentenza i giudici hanno esaminato a fondo i caratteri dei genitori riscontrando difficoltà pratiche nel gestire la piccola: “È stata allattata artificialmente ed è rimasta al nido per 5 giorni dalla nascita perché la madre non si sentiva in grado di tenerla in camera con sé». Contro i genitori è in corso anche un procedimento penale per abbandono di minore, perché i genitori l’avevano lasciata per alcuni minuti da sola in macchina (pur non avendola messa, secondo i giudici, in situazione di pericolo).
La piccola era nata il 26 maggio 2010 all’ospedale Sant’Anna di Torino, e la sua venuta al mondo aveva fatto scalpore proprio per l’età avanzata dei genitori. Il padre, in pensione, che aveva in passato ricoperto cariche istituzionali, e la madre che lavora nella biblioteca di una città piemontese, si erano sposati nel 1990, e avevano provato invano a adottare un bambino. La richiesta però era stata negata, nel 2003, per limiti d’età . Sette anni dopo hanno concretizzato il loro desiderio di diventare genitori. Ma solo per poco. Alla nascita di Viola, infatti, il tribunale ha subito aperto un procedimento sottoponendo i genitori-nonni a grande attenzione. Ed è bastata la segnalazione dei vicini di casa che avevano visto la bimba lasciata in macchina da sola piangere alle dieci di sera per far scattare, alcuni giorni dopo l’intervento di carabinieri e magistratura: Viola era stata presa e data in affido, a un mese di vita. «Stava dormendo nell’ovetto, non volevo svegliarla, e l’ho lasciata sola per sette minuti» ha spiegato invano il papà .
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