Italia: 10mila firme nel primo mese per le proposte di legge sulla cittadinanza

La strada però è ancora lunga: sono infatti cinquantamila i sottoscrittori che debbono appoggiare le due proposte di legge di iniziativa popolare e le firme vanno raccolte entro la fine del febbraio 2012. L’attività  quindi continua e nuovi Comitati si stanno costituendo in tutte le regioni e le città , dal Trentino alla Sicilia, dal Friuli alla Sardegna. L’obiettivo richiesto è quello delle 50mila firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge. “Insieme alla raccolta di firme per le due leggi, l’intento della campagna è riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità  per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità  di cui fa parte” – sottolineano i promotori.

Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del diciottesimo anno di età  si vedono riconosciuta la possibilità  di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. “Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità  di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento” – evidenzia la campagna .

Si tratta di due proposte di legge di iniziativa popolare. La prima “Nuove norme sulla cittadinanza” e la seconda “Norme per la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità ” che intervengono – rispettivamente – sull’attuale normativa sulla cittadinanza e sul diritto di voto alle elezioni amministrative.

Sul tema della cittadinanza le proposte mirano ad un vero rovesciamento della prospettiva, secondo la quale non deve più essere considerata un privilegio, bensì un “diritto soggettivo”. “Per questo si mira a ridurre al minimo la discrezionalità  e ad affidare ai sindaci la competenza per l’attribuzione della cittadinqanza. Oggi, secondo il principio dello ius sanguinis, un ragazzo nato da genitori stranieri può richiedere la cittadinanza solo entro un anno dal compimento del 18° anno di età . La proposta avanzata con la campagna prevede, invece, l’adozione del principio dello jus soli, che garantisce la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia e ha un genitore legalmente presente nel Paese da almeno un anno, la assicura ai minori che hanno frequentato e concluso un ciclo d’istruzione e che per questo si possono considerare integrati nel territorio. Per gli adulti, gli anni di soggiorno regolare richiesti per la naturalizzazione, sarebbero cinque e non più dieci come attualmente richesto.

Per quanto riguarda il diritto di voto viene presa in considerazione la proposta dell’ANCI del 2005 che di fatto mette in atto un principio contenuto nel capitolo c della Convenzione di Strasburgo del ’92 e non ratificato dall’Italia. La proposta di legge estende il diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali, provinciali, concernenti le città  metropolitane e le Regioni anche a chi non sia cittadino italiano, quando abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia.

Tutte le associazioni interessate sono invitate a contattare le organizzazioni regionali e dei capoluogo, oppure la segreteria nazionale per partecipare attivamente alla campagna, rendendosi disponibili a organizzare banchetti e calendari di raccolta firme da rendere pubbliche ai propri cittadini. [GB]


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