La «rivolta» dei dipendenti senza stipendio Occupato il «centro d’accoglienza»

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Galipò da parte sua è in attesa di rinvio a giudizio per «truffa aggravata e continuata» secondo l’accusa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti. Galipò che per un anno e mezzo (dal settembre 2008 al maggio 2010) ha gestito il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Sant’Angelo di Brolo, in provincia di Messina, si sarebbe procurato un illecito profitto trattenendo i rifugiati nel centro oltre il tempo dovuto. Ora la sua cooperativa «Lampedusa accoglienza» è in rosso, ha avviato la procedura di cassa integrazione per 41 impiegati con contratti a tempo indeterminato e futuro incerto anche per gli altri 100 dipendenti del Centro di identificazione e espulsione con contratti a tempo indeterminato. Così ieri è scattata la «rivolta» dei dipendenti (quasi tutti lampedusani) che hanno occupato la struttura di contrada Imbriacola per protestare contro i ritardi nei pagamenti. La società  è ancora in attesa di conoscere le decisioni del Viminale in merito a un eventuale proroga della convenzione fino al 31 dicembre per la riapertura del centro di accoglienza, che attualmente non ospita alcun migrante. Il centro è stato progressivamente svuotato dopo il rogo e i disordini del 20 settembre scorso. La convenzione, che è scaduta il 30 settembre, stipulata col Viminale, prevede 33,42 euro per ogni immigrato che viene accolto a Lampedusa. Ma per il momento il governo non scioglie i dubbi.


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