Le famiglie non credono nel futuro crolla la domanda di mutui e prestiti

ROMA – In picchiata le richieste di mutui. E anche i prestiti vanno giù. Le famiglie italiane si indebitano sempre meno per investire o fare acquisti. Spia di una crisi di fiducia che paralizza ogni orizzonte di consumo. «Una flessione drammatica», la definisce l’Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif. «E’ la dimostrazione che le aspettative si stanno nuovamente e repentinamente deteriorando».
Il segno meno fatto registrare a settembre dalla domanda di mutui per l’acquisto di immobili (-23%) e di prestiti (-10%) «non è un fenomeno da sottovalutare», dice Enrico Lodi, direttore generale del Credit Bureau Services di Crif, che lo bolla come «un vero e proprio crollo». In un anno, migliaia di famiglie hanno rinunciato a indebitarsi per casa, auto, elettrodomestici, viaggi. I motivi sono evidenti: «Mancanza di una chiara prospettiva sul futuro, crolli dei mercati, tensioni sul debito sovrano, ripetuti interventi correttivi sul bilancio dello Stato». Fonti di ansia per gli italiani che tirano il freno e «si confermano formiche e non cicale».
In realtà  il trend negativo si trascina da gennaio. Mai di queste proporzioni, però. Mai così in basso da almeno tre anni. Nei primi nove mesi il calo è stato dell’11% sul fronte dei mutui rispetto a un anno fa. E del 16% per i prestiti rispetto allo stesso periodo del 2008, «prima che la crisi economica si manifestasse in tutta la sua gravità ». L’anno si chiuderà , con tutta probabilità , in rosso. Non così il 2009 (+7%) e il 2010 (+1%), almeno per i mutui.
Chi invece sfida le incertezze e sceglie le rate per comprare casa chiede però linee di credito con scadenze di rimborso sempre più lunghe. La fascia dei mutui tra i 25 e i 30 anni è quella cresciuta di più da gennaio a settembre (+1,7%). In totale, i mutui tra i 20 e i 30 anni rappresentano quasi il 51% della domanda complessiva. Più di un terzo, poi, dei richiedenti è nella fascia di età  compresa tra i 35 e i 44 anni (35%). Mentre l’importo medio è di solito basso e ulteriormente calato rispetto a un anno fa: 136.900 euro contro i quasi 140 mila dei primi nove mesi del 2010.
Secondo il Crif, che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di linee di credito, in un anno (da settembre a settembre) il calo delle richieste investe con incisività  anche i prestiti, sia quelli finalizzati (-14%) che quelli personali (-5%). «Senza chiare, comprensibili e immediate misure espansive – scrivono gli analisti – capaci concretamente di iniettare fiducia alle famiglie, l’outlook sulla domanda di credito (e di riflesso sulla propensione al consumo) per i mesi che ci dividono dalla fine del 2011 non può che essere negativo».
In dettaglio, le classi di prestito più gettonate nei primi nove mesi sono quella tra i 2 e i 3 anni e quella a un anno. L’importo medio è al di sotto, sebbene di poco, del valore rilevato nello stesso periodo del 2010: 8.553 euro contro gli 8.801 di un anno fa. Ma anche qui è la prudenza il principio guida dei consumatori. La maggior parte cerca cifre piccole da restituire prima possibile. E’ il caso dei prestiti finalizzati: il 66% chiede importi al di sotto dei 5 mila euro.


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