Si sgretola la strategia difensiva Fs

by Sergio Segio | 5 Ottobre 2011 6:50

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 VIAREGGIO. Un pezzo di metallo che si staccò dai «molloni» del primo carro-cisterna mentre deragliava potrebbe dare il colpo finale alla strategia difensiva del gruppo Fs, e dello stesso amministratore delegato Mauro Moretti, sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009. Nell’ultimo sopralluogo a quel che resta del treno merci carico di gpl, deciso dai periti del giudice delle indagini preliminari prima della conclusione dell’incidente probatorio, è stato il consulente della procura lucchese Paolo Toni a portare all’attenzione dei periti il pezzo di metallo. Questa piccola parte di quella che tecnicamente viene definita «sala montata» – in altre parole l’assile sul quale poggiava la cisterna – secondo la ricostruzione dei consulenti della pubblica accusa si staccò a causa dell’impatto del carro in via di deragliamento con una controrotaia. In direzione diversa, e ben distante, dalla «piegata a zampa di lepre». Cioè dal cuore dello scambio ferroviario che, per i consulenti difensivi del gruppo Fs e di Moretti, avrebbe provocato la lacerazione della cisterna, e la conseguente fuoriuscita del gpl la cui esplosione causò 32 morti, decine di feriti anche gravissimi e la distruzione di intere vie della città  versiliese.

In risposta, i consulenti difensivi hanno chiesto e ottenuto di far arrivare dal tribunale di Lucca il «truciolo» metallico trovato nel giugno scorso al momento dell’apertura della cisterna. Una richiesta tesa ufficialmente ad effettuare ulteriori misurazioni e confronti. Con l’obiettivo di confutare l’ipotesi accusatoria che indicherebbe la causa dello squarcio nella cisterna non nell’imprescindibile scambio ferroviario, ma in un picchetto di regolazione delle curve. Uno strumento di «lettura» del tracciato già  da anni giudicato pericoloso dalle Ferrovie e quindi sostituito da lettori ottici, ma solo sui tratti ad alta velocità .
Come di consueto, anche l’ultimo sopralluogo di periti e consulenti si è svolto mentre a poca distanza, in civile presidio, stazionavano centinaia di persone insieme ai familiari delle vittime della strage. Un presidio per «tenere alta l’attenzione, far capire che noi ci siamo, vigiliamo, seguiamo passo passo le indagini». La perizia sarà  depositata il 21 ottobre e a quel punto sarà  a disposizione delle parti in vista della discussione in aula, già  fissata per il 2 novembre a Lucca.

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