Anche la Sec processa S&P dietro l’errore sulla Francia il sospetto di insider trading

NEW YORK – Il “falso downgrading” della Francia, che giovedì per due ore ha fatto impazzire i mercati mondiali, accelera i tempi di un giro di vite contro le agenzie di rating. Bruxelles ha pronto un nuovo regolamento: sanzioni in caso di errori, sospensione delle valutazioni dei Paesi in difficoltà  e informazioni previe a chi viene giudicato, in modo da correggere eventuali errori.
Le nuove regole verranno presentate martedì a Strasburgo dal commissario al Mercato interno Michel Barnier. Che ha anticipato così i suoi obiettivi: «Ridurre la dipendenza dalle Agenzie, rafforzare la concorrenza, rendere più trasparente l’analisi e aumentare il rigore quando si tratta di valutare i debiti sovrani». Per la prima volta, si prevedono sanzioni civili per l’agenzia «responsabile di infrangere, intenzionalmente o per grave negligenza, la regolamentazione» comunitaria, «causando danni agli investitori». Sempre per evitare errori, il nuovo regolamento impone alle Agenzie l’obbligo di informare l’autorità  che emette il titolo – Stato o altra entità  amministrativa – sugli elementi alla base delle valutazioni. L’avviso deve avvenire almeno «un giorno lavorativo pieno prima della pubblicazione», in modo da poter correggere eventuali inesattezze (come successo quest’estate sul debito Usa).
La Commissione punta inoltre a limitare il ruolo delle agenzie in «situazioni di pericolo esistenti e imminenti per il funzionamento» dei mercati finanziari o «per la stabilità  finanziaria di tutto o di parte del sistema finanziario della Ue». La bozza prevede infatti la possibilità  di sospendere il rating su quei Paesi che stanno «negoziando un programma di assistenza finanziaria internazionale» in modo da ridurre gli «effetti di ricaduta» sulle valutazioni di altri Paesi. Lo stop verrà  attivato solo in ultima istanza, su decisione dall’Esma, l’Autorità  di supervisione europea, sulla base di condizioni ancora da definire, e per una periodo massimo di due mesi rinnovabili. E negli Stati Uniti l’autorità  di vigilanza apre un’indagine su Standard & Poor’s (S&P) per l’incredibile errore di giovedì, quando l’agenzia di rating preannunciò l’imminente downgrading della Francia, per poi rimangiarsi tutto due ore dopo.
E’ il Wall Street Journal ad anticipare l’intervento della Securities and Exchange Commissione (Sec) per fare luce sull’accaduto. L’ultimo incidente risale alle 15.37 di giovedì, orario europeo, quando diverse istituzioni finanziarie che sono abbonate al servizio rating di S&P ricevono una e-mail di preallerta che anticipa il declassamento del debito sovrano di Parigi. Passano quasi due ore finché alle 17.40 l’agenzia si corregge con una rettifica: la e-mail precedente viene definita «un errore tecnico», e S&P informa di avere avviato una sua inchiesta interna. Ieri ha illustrato i primi risultati: un errore del sistema automatico con l’invio non autorizzato da nessun essere umano. Ha ribadito sia le scuse sia la volontà  di cambiare le procedure. Ma due ore di falso allarme sono un’eternità  sui mercati, tanto più se il preannuncio del declassamento avviene in una giornata già  stracarica di tensioni fra la crisi italiana, quella greca, gli aumenti degli spread e le Borse in picchiata (come appunto avveniva nella seduta di giovedì). Il disastro è tanto più sconcertante, che si tratta del terzo errore compiuto da S&P in tempi recenti. Quest’ultimo è il più grave per le conseguenze che ha avuto giovedì, accentuando la caduta dell’euro e delle Borse. Ovviamente uno dei sospetti che le inchieste dovranno chiarire è questo: qualcuno sapeva che l’allarme era falso, e ha quindi potuto speculare a ragion veduta in vista di un recupero dei mercati?


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