Fiume di fango a Messina Quattro morti tra i detriti

MESSINA — Dopo un giorno di angoscia per il torrente Longano che ha seminato panico e devastazione, la tragedia si consuma a Scarcelli, frazione del comune di Saponara, dove una frana travolge le case arroccate sulla montagna. Quattro i morti. Nella notte i soccorritori hanno infatti recuperato il corpo di una donna di 24 anni, che va ad aggiungersi ai tre recuperati in precedenza. Tra i quali, quello di un bambino di appena 10 anni, Luca Vinci, rimasto intrappolato sotto un cumulo di fango e detriti. Il piccolo sarebbe morto sotto gli occhi della madre che era con lui in casa. E’ questo il tragico bilancio della violenta ondata di maltempo che si è abbattuta su tutto il Sud Italia. E a Saponara, dove la Protezione civile è dovuta intervenire per soccorrere diverse famiglie intrappolate in casa, il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi. Nella notte mancavano ancora all’appello diverse persone tra i residenti della zona.
Tutto ciò dopo di 12 ore di terrore, soprattutto a Barcellona Pozzo di Gotto che resta comunque il centro più colpito da quest’ennesima alluvione. Qui è esondato il torrente Longano, nemico sotterraneo che taglia in due la città . E’ segnalato in tutte le mappe del rischio idrogeologico, ma nel tempo è stato nascosto sotto lunghi tratti di asfalto. E ieri mattina il Longano ha presentato il conto. Si è prima ingrossato a dismisura per poi esondare proprio davanti al municipio, nel cuore di Barcellona. Un fiume di fango e detriti venuti giù dalla montagna che si è prima riversato in Via Roma e nelle strade del centro per poi allargarsi a macchia d’olio trascinando con sé tronchi d’albero, auto e cassonetti. Un’onda melmosa che ha rapidamente allagato i piani bassi delle case, negozi e garage.
Scene che hanno ricordato quanto visto di recente a Genova e nel 2009 a Giampilieri e Scaletta Zanclea, dall’altra parte del Messinese. «E’ un disastro e ci sono molte zone ancora isolate — dice il sindaco di Barcellona, Candeloro Nania — speriamo di dover contare soltanto danni».
Purtroppo a Saponara i morti si sono contati: quattro. Il primo recuperato il bimbo di 10 anni. Poi, poco dopo la mezzanotte, i corpi dei due uomini della famiglia Valla, Luigi e Giuseppe, rimasti intrappolati nella loro abitazione. Delle persone che erano in casa al momento della frana si è salvata solo la moglie di Luigi, e madre di Giuseppe, che è riuscita ad aggrapparsi ad una ringhiera. Infine, circa un’ora dopo, il ritrovamento della quarta vittima: una donna di 24 anni.
La fascia tirrenica del Messinese è sicuramente l’epicentro dell’ondata di maltempo che ha flagellato tutto il sud Italia. Ma in Calabria oltre ai danni si contano anche dei feriti per il deragliamento di un treno a causa di uno smottamento provocato dalle forti piogge. Si tratta del regionale 3793 partito da Lamezia Terme e diretto a Catanzaro: alcuni dei 21 passeggeri sono rimasti contusi anche se in modo non grave.
Frane, allagamenti, strade interrotte pure in Sardegna dove i sindaci di Nuoro e Cagliari hanno disposto la chiusura delle scuole. In Puglia un violento temporale ha creato disagi alla circolazione stradale e ferroviaria nella zona del Tarantino. E mentre nelle prossime ore per la Sicilia è previsto un leggero miglioramento, in Sardegna, Calabria, Basilicata e Puglia permane l’allerta meteo della Protezione civile. Allerta che ormai vengono rigorosamente rispettati. Per ieri il sindaco di Messina e di altri Comuni della provincia avevano già  disposto la chiusura delle scuole. Una cautela che forse ha evitato conseguenze più gravi. A causa del mare forza 7 sono saltati tutti i collegamenti con le Eolie e persino le navi hanno avuto difficoltà  ad attraccare a Messina. Le condizioni del tempo sono peggiorate in tarda mattinata provocando prima l’interruzione della statale 113 vicino a Barcellona e poi dell’autostrada Messina-Palermo nei pressi di Milazzo. L’esondazione del Longano ha provocato anche il crollo di un piccolo ponte che collega la città  alla frazione di Spinesante. Saltate inoltre le cabine elettriche, allagate dal fango, che hanno così lasciato al buio circa tremila persone. E’ stato necessario l’intervento della Protezione civile per mettere in salvo nove disabili rimasti intrappolati in una casa famiglia di Barcellona.


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