La tentazione del Cavaliere “Ho voglia di tornare a guidare le mie aziende”

ROMA – Berlusconi torna a Mediaset. Non che se ne fosse mai allontanato davvero, con i pranzi del lunedì ad Arcore dedicati ad ascoltare i top manager del gruppo insieme ai figli piazzati al vertice delle aziende. Ma la tentazione del Cavaliere è quella di occuparsene di nuovo a tempo pieno, seppur senza cariche operative. Da «padre nobile», come direbbe per il Pdl. Così almeno ha confidato a un amico incontrato nei giorni successivi alle dimissioni da palazzo Chigi. «Da capo del governo avevo l’agenda piena, trenta incontri al giorno, lavoravo dalle otto del mattino alle due di notte: adesso invece ho un sacco di tempo libero». Un’affermazione sorprendente per uno che resta pur sempre leader del partito di maggioranza relativa. Ma da quel punto di vista Berlusconi ritiene di essere abbastanza tranquillo. «Abbiamo scelto – ha confidato all’amico imprenditore – un ragazzo in gamba. Con Angelino Alfano siamo davvero in buone mani. Si sta occupando di tutto a meraviglia: i congressi, il nuovo nome del partito, la campagna elettorale».
L’ex premier è dunque deciso a «rimettere la testa» sui problemi delle sue aziende. Un intervento necessario in un momento di grave crisi, testimoniato dalla curva in picchiata del titolo Mediaset nelle ultime settimane. Una caduta di valore che, secondo Umberto Bossi, sarebbe stata persino la causa decisiva delle dimissioni da Palazzo Chigi. «C’ero anch’io – ha rivelato il leader del Carroccio – quando i suoi dirigenti gli hanno detto: Silvio, qui ci distruggono le imprese, vai a dimetterti». Una ricostruzione smentita con sdegno dall’ex premier. Eppure qualcosa ora si sta davvero muovendo. I dirigenti di primo livello delle aziende hanno avvertito il cambiamento nell’aria. Sembra che Fedele Confalonieri ed Ennio Doris stiano facendo pressioni perché «Silvio» torni a fare quello che sa fare meglio, l’imprenditore. «Per la legge – gli hanno detto – sei un semplice deputato. Non c’è più alcun conflitto d’interessi». Insomma, se fino a qualche tempo fa si parlava di un possibile impegno di Marina Berlusconi in politica, al posto del Cavaliere, adesso la prospettiva si è invertita: è il padre che rischia di rubare il posto ai figli. In senso metaforico s’intende, perché stavolta Berlusconi, che resta azionista di maggioranza dell’impero, non intende assumere incarichi operativi. Si limiterà  a fare riunioni, a dettare linee strategiche, a presenziare alle riunioni più importanti. «D’altronde i grandi statisti – ragiona una fonte vicina alla famiglia – una volta che si dimettono vengono spesso assunti come consulenti nel board di qualche multinazionale. È successo con Bush padre con il fondo Carlyle, con Schroeder in Gazprom. Berlusconi ha la fortuna di avere una multinazionale tutta sua, qual è il problema?».
Se il Cavaliere, al momento, non assumerà  incarichi formali nel Biscione è perché ha ancora l’impegno a guidare il Pdl nella prossima campagna elettorale. Anche se non più in prima persona come candidato premier. C’è tuttavia una società  della galassia Fininvest che fa eccezione e nella quale Berlusconi è deciso a tornare a breve: il suo adorato Milan. La presidenza della squadra è stata lasciata appositamente vacante, in segno di rispetto, negli anni di palazzo Chigi. Con il re impegnato in guerra nessuno doveva sedersi sul trono. Adesso il Cavaliere vuole tornare ad occuparsi del suo giocattolo preferito, anche se il più costoso. Non è un caso se, dopo la sconfitta con il Barcellona, Berlusconi si sia lasciato andare a una sfuriata contro l’allenatore Massimiliano Allegri, conclusa con un minaccioso «adesso decido io». E questo nonostante la figlia Barbara, invaghita da qualche tempo della squadra, sieda nel Cda con la prospettiva di dirigerlo. Ci sarà  tempo anche per lei, adesso è tornato il babbo.
Raccontano che l’ex premier stia già  studiando tutti i più importanti dossier delle sue aziende, dal caso Endemol ai conti di Mediolanum. Ma è sul Milan che è deciso a prendere subito in mano la situazione. A partire, si dice dall’acquisto dell’argentino Tevez, il campione del Manchester City. «La rosa del Milan, al momento, è a posto così com’è», ha detto Pier Silvio giorni fa, escludendo quindi l’arrivo di Tevez. Ma sembra che il padre sia deciso a festeggiare il suo ritorno alla presidenza con un regalo ai tifosi.


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