Bonos spagnoli «a ruba» Tokyo sceglie la Lockeed Spread in forte discesa

Nel pomeriggio, tra l’altro, sono state incoraggiate dal buon dato sulle costruzioni americane e dall’avvio positivo di Wall Street, mentre in mattinata era stato l’andamento dell’indice tedesco Ifo (la fiducia delle imprese è salita in dicembre a 107,2 punti) a incoraggiare gli ordini in acquisto. Sostanziale tenuta, invece, per la fiducia dei consumatori, ma la solidità  del mercato del lavoro e il declino della disoccupazione sostengono le prospettive di consumo tedesche. L’indice Gfk, confermato a 5,6 punti in dicembre, è atteso sullo stesso livello anche a gennaio. Un andamento leggermente migliore rispetto a quello previsto. La cosa che ha dato fiducia è che dopo cinque mesi consecutivi di declino, le attese positive sui consumi sono iniziate a migliorare nel mese di dicembre. 
Tornando gli Stati uniti, a novembre il numero di nuovi cantieri avviati è aumentato del 9,3%, registrando una performance nettamente migliore delle attese degli analisti. Altro dato fortemente positivo è quello della crescita del 5,7% dei nuovi permessi edilizi autorizzati. Anche in questo caso ben oltre le attese. Inoltre c’è da dire che su base annuale l’apertura di nuovi cantieri in novembre ha fatto un balzo annuale del 24,3%. L’unico dato macroeconomico in controtendenza è stato quello del fatturato e degli ordinativi nel mese di ottobre in Italia. Confermano quello che tutti si aspettano: l’arrivo della recessione.
A dare una mano ai listini statunitensi ha contribuito anche la notizia che il governo giapponese, impegnato a rinnovare la flotta di aerei da combattimento, ha scelto l’americana Lockheed Martin per un maxiordine di 42 caccia F-35. Nel comunicato di Lockheed non si parla di cifre, ma secondo le stime la commessa dovrebbe avere un valore complessivo trai 4 e i 7 miliardi di dollari. Lockheed è stata dunque preferita a Boeing (partecipava alla gara d’appalto con il F/A 18 Super Hornet) e a un consorzio europeo guidato da Bae (partecipava con l’EurofighterTyphoon) e di cui faceva parte anche Finmeccanica. «L’ufficio che si occupa del programma F-35 punta a rafforzare la collaborazione con il Giappone e a contribuire a un miglioramento della sicurezza nella regione Asia-Pacifico», ha detto un portavoce del Pentagono.
Ma torniamo alle borse. Dopo un avvio incerto le principali borse europee hanno preso la rincorsa, anche per merito dell’asta spagnola sui titoli del debito pubblico. A Piazza Affari il Mib ha chiuso in rialzo del 2,87%. Bene anche Parigi (+2,73%), Francoforte (+3,11) mentre Londra segna un rialzo di 1,02%. Negli stati uniti a un paio di ore dalla chiusura il Dow Jones guadagnava quasi il 2,5%, mentre il recupero del Nasdaq sfiorava il 3%. Sul mercato dei debiti sovrani si è assistito a una forte discesa del differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund equivalenti. Lo spread tra Btp e Bund è sceso a quota 464, in flessione di circa 30 punti base rispetto alla chiusura di ieri. In discesa anche il rendimento sulla scadenza decennale italiana che si è attestato al 6,59%. Il raffreddamento delle tensioni sui debiti è legato al sorprendente risultato dell’asta dei titoli di stato spagnoli. Madrid ha collocato 5,64 miliardi di Bonos, abbondantemente sopra il target massimo di 4,5 miliardi inizialmente fissato dal governo. Ma il segnale più importante è arrivato sul fronte dei rendimenti, crollati dal 5,1 all’1,7% per i titoli a tre mesi e dal 5,227 al 2,435 per cento sui titoli a sei mesi. La netta frenata dei tassi – dicono gli analisti – è legata in parte alla recente manovra varata dal governo spagnolo, ma soprattutto al fatto che domani ci sarà  la prima asta della Bce a 36 mesi. La scommessa di Draghi è che le banche utilizzino i soldi presi in prestito all’Eurotower per acquistare titoli di stato alleviando così la pressione di spread e rendimenti.


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