Canta a CasaPound, bufera sul console

ROMA – Con un deferimento alla commissione disciplinare del ministero la Farnesina, tra imbarazzo e fastidio, cerca di affrontare il caso del console italiano a Osaka e cantante fascio-rock a Roma. Mario Vattani, nome di battaglia “Katanga”, 45enne figlio del più noto Umberto (già  segretario generale del ministero degli Esteri e presidente dell’Ice), dovrà  ora rispondere del concerto tenuto lo scorso maggio, con la sua band SottoFasciaSemplice, al raduno neofascista di CasaPound. Prima uscita pubblica del diplomatico molto vicino al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ora finita al centro di un’interrogazione parlamentare, da parte di Roberto Morassut (Pd), che «solleva alcuni dubbi sui criteri adottati e sulla presentabilità  politica del console Vattani». Il deputato fa notare come nei video diffusi in rete «si inneggi alla Repubblica di Salò e alla bandiera nera» e si sostiene che «la Repubblica italiana è fondata sui valori degli epuratori». 
Non è la prima volta che Vattani jr. finisce sulle cronache dei giornali. In passato è stato accusato di aver preso parte, alla fine degli anni Ottanta, insieme a Stefano Andrini – altro personaggio chiave tra i fedelissimi del sindaco – al pestaggio ai danni di due ragazzi di sinistra, al Cinema Capranica. Alla fine del processo venne prosciolto. In Campidoglio, dove dicono di conoscere la sua passione per il “fascio-rock”, è stato il “ministro degli Esteri” di Alemanno: con uno stipendio di 228mila euro lordi annui, Vattani ha ricoperto, dal 2008 al 2011, il ruolo di consigliere diplomatico. Stesso incarico al ministero delle Politiche agricole, con Alemanno ministro. Per il sindaco, ha gestito i rapporti con i primi cittadini esteri e ha avuto un ruolo chiave in tutte le sue missioni straniere, da Auschwitz a Hiroshima. Fino al luglio scorso, quando è stato promosso console ad Osaka. Nelle canzoni affiora la sua anima violenta: in “Ancora in piedi”, ad esempio, si vanta di aver selvaggiamente picchiato un giovane antifascista nella facoltà  di Scienze Politiche. 
Ora dovrà  rispondere alla commissione disciplinare che gli ha già  richiesto una memoria difensiva. Cinque le decisioni che potranno essere prese nelle prossime settimane: si potrà  archiviare il procedimento, censurare Vattani, disporre una sanzione pecuniaria, sospenderlo dalla qualifica o destituirlo. Queste ultime due misure vengono giudicate assai poco probabili da fonti della Farnesina. L’Anpi, intanto, si dichiara «preoccupata per le ridicole esibizioni notturne di Vattani, rivelatrici di un clima di nostalgismo fascista penetrato fin dentro le istituzioni. Non cesseremo di condannare ogni gesto e azione che faccia riferimento a quel momento cupo e criminale che fu il fascismo, già  condannato dalla storia e fuori da ogni consesso che si dica civile e democratico». L’associazione Libertà  e Giustizia, invece, chiede l’immediata rimozione del console italiano.


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