Il rinnovamento dall’alto: più giovani e più donne ai vertici del partito in Cina

by Sergio Segio | 19 Dicembre 2011 7:54

I nuovi comitati di partito eletti nelle tredici province e regioni autonome vedono almeno un membro del comitato permanente che è nato nella decade del ‘60. Tra questi, Mongolia interna e Xinjiang sono quelli con più membri nati negli anni ’60: sette ognuno, cifra che rappresenta circa la metà  dell’intero numero dei membri del comitato permanente.

La maggior parte dei quadri nati nel 1960 ha un buon background educativo, molti di loro sono laureati o con titolo post-laurea o ancora più avanzato. Anche se sono giovani, non manca loro esperienza nel lavoro di base. Addirittura alcuni di loro hanno lavorato nelle zone più remote del paese per molti anni della loro vita politica.

In questo processo elettorale interno, anche i membri femminili hanno ricevuto più attenzione rispetto a prima da parte delle commissioni elettorali provinciali del partito.

Infatti, tutte le tredici province e regioni autonome, che hanno completato la transizione dei Comitati di partito, hanno scelto almeno un membro femminile dei loro comitati permanenti. La provincia di Jiangsu ha il maggior numero di membri donne, essendo state elette Hong Qiang, Lixin Huang e Wang Yanwan. Seguono le province di Liaoning e di Fujian, con due membri donne ciascuna.

Il Segretario del Comitato provinciale del PCC in Fujian, Sun Chunlan, è diventata l’unica donna segretario del Comitato provinciale, mentre un membro donna del Comitato permanente del Comitato Provinciale del PCC in Jiangxi, di nome Xiaoqin Shu, funge anche da segretario della Commissione Affari politici e legislativi dello stesso Comitato, ed è a capo dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza della provincia di Jiangxi, incarichi considerati rari per membri femminili dei Comitati di partito.

La maggior parte delle donne membro dei Comitati Permanenti è responsabile per le questioni di disciplina, organizzazione, propaganda e del fronte unito.

 

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Il processo elettorale interno dei Comitati Permanenti, che rappresentano le strutture di base del partito nelle fabbriche, uffici, città , quartieri e villaggi in tutto il paese, si è svolto nei primi dieci mesi del 2011, secondo precise istruzioni e un calendario emanati a suo tempo dall’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC, rese note in vari articoli del China Daily e del Quotidiano del Popolo. A sua volta, questo processo anticipa e sta alla base dell’analogo processo, in corso adesso, per l’elezione in tutte le province e regioni autonome dei delegati al diciottesimo Congresso del Partito, programmato per il 2012. Al riguardo il Quotidiano del Popolo ha pubblicato recentemente una nota riportata dal Cina Daily nel seguente articolo.

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Preparativi per un critico Congresso di Partito

(China Daily, Nota della redazione)

Il Quotidiano del Popolo ha pubblicato recentemente un commento, invitando gli organizzatori a essere consapevoli della loro responsabilità  nell’elezione dei delegati al 18° Congresso del Partito e ricordando ai membri del partito di esercitare i loro diritti democratici e di proibire attività  illegali nel processo elettorale. Estratti a seguire:

La sesta sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha deciso di tenere il 18° Congresso Nazione a Pechino nella seconda metà  del prossimo anno. Il Comitato Centrale del PCC ha recentemente emanato una circolare per preparare per l’elezione dei rappresentanti al 18° Congresso del Partito, che costituisce una grande missione politica per le organizzazioni di partito a tutti i livelli.

 

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Il 18 ° Congresso del Partito è un importante appuntamento che arriva in un momento critico nel tentativo del partito di costruire una società  benestante e di trasformare il modello di sviluppo economico.

 

(segue dal China Daily, Nota della redazione).

2.270 delegati saranno eletti per il Congresso, in rappresentanza di oltre ottanta milioni di membri del partito e di 3,89 milioni organizzazioni di base a livello nazionale. Durante il congresso, i rappresentanti sentiranno e rivedranno le relazioni del Comitato centrale del partito e della Commissione Centrale del Partito per l’Ispezione e la Disciplina, esprimeranno le opinioni e le richieste in rappresentanza dei membri del partito, discuteranno i temi più importanti e infine eleggeranno i membri dei due Organi centrali, come sono il Comitato Centrale e l’Ufficio Politico.

Selezionare rappresentanti qualificati è un prerequisito fondamentale per il 18° Congresso del Partito. È anche una buona opportunità  per i membri del partito di esercitare la democrazia all’interno dello stesso, che a sua volta è vitale per lo sviluppo e la sicurezza del partito, così come per il paese.

In sintesi, le organizzazioni di partito devono partecipare responsabilmente alla sua organizzazione e rafforzare la sua leadership e la democrazia in conformità  con la Carta del partito, eleggendo delegati validi e qualificati per il congresso.

Il delegato deve prima di tutto essere un pioniere politico, il che significa che deve avere forza morale ed essere fedele al Partito. Deve essere eccellente membro del partito, fermo nella convinzione ideologica, avere una corretta posizione politica, mostrare buona moralità  e di stile di vita, aver dimostrato prestazioni eccellenti nella sua carriera e una dedizione nello svolgimento dei compiti assegnati dal partito. I delegati devono essere membri del partito provenienti da tutte le professioni in tutto il paese. Per il 18° Congresso, rispetto a quello precedente, saranno eletti più delegati dal livello di base, compresi i lavoratori migranti. La percentuale minima di delegati di base che avranno partecipato all’evento nel 2012 sarà  del 32%, due punti percentuali in più rispetto al 17° congresso, tenuto nel 2007. La percentuale massima di leader e funzionari sarà  del 68%. Dunque, più lavoratori agricoltori e professionisti dovrebbero essere eletti come delegati.

Le elezioni dovrebbero anche rispettare rigorosamente i principi democratici. Le unità  organizzatrici dovrebbero insegnare ai membri del partito come esercitare i loro diritti democratici. Solo così facendo potranno supervisionare l’intero processo delle elezioni ed evitare comportamenti scorretti come la corruzione.

 

 

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Il Partito Comunista Cinese, come qualsiasi partito nel mondo, per sua stessa ammissione non è esente da pecche, in quanto a regole democratiche interne, e da pratiche di corruzione nel momento di eleggere i delegati al congresso del partito. Tali pratiche, potrebbero anche in Cina, come succede in tutto il mondo, essere alla base della costruzione di alcune carriere politiche di individui o gruppi di potere. In Italia si parlerebbe di compravendita di tessere e di potentati o correnti di partito.

Tutto il lungo processo interno del partito, concepito come transizione o rinnovamento generazionale dei suoi quadri dal basso in alto, culminante nel diciottesimo congresso a celebrarsi nel 2012, è considerato dallo stesso partito come critico, in altre parole cruciale, in vista delle enormi tensioni interne della società  cinese, caratterizzata da cifre vertiginose di crescita economica concentrata nelle medie e grandi citta, aumento del divario di accesso alla ricchezza e ai servizi per le popolazioni delle zone rurali, inizio di processi inflazionistici storicamente sconosciuti dagli anni ‘50 in poi, il tutto complicato da tassi di crescita economica sempre alti seppure al ribasso, a seguito della persistente situazione di crisi/recessione degli USA e della zona euro.

Funzionari cinesi di alto livello riuniti recentemente per l’annuale Conferenza Centrale sull’economia (meccanismo chiave per la gestione dell’economia da parte del Comitato centrale del PCC), hanno analizzato la situazione economica internazionale e nazionale per tracciare i piani di sviluppo economico nel 2012 e hanno considerato l’anno prossimo come un anno cruciale per l’attuazione del 12 ° Piano Quinquennale (2011-2015), in vista della sfavorevole congiuntura economica internazionale e nuovi modelli di sviluppo basati su un benessere più equamente diffuso.

Secondo i media cinesi si tratta nel prossimo congresso di tracciare un cambio progressivo, armonioso, equilibrato, diretto dal partito e dal governo e scadenzato lungo i rituali piani quinquennali, niente di meno che del modello di sviluppo del paese. Tale modello, lanciato da Deng Siao Ping alla fine degli anni ‘80, in sintesi si è basato in questi trentanni sulla trasformazione della Cina nella grande manifattura industriale a basso costo complessivo per il mondo intero, facendo leva sull’abbondanza di mano d’opera meno esigente di quella occidentale, capacità  imprenditoriale e tecnologica di tipo mimetico rispetto ai paesi di più antica industrializzazione, disciplina e coesione sociale, efficacia verticale dell’azione di governo, sensibilità  “sui generis” rispetto a temi sociali e ambientali, oltre ad altri importantissimi fattori che in questa sede è inutile dettagliare.

Si parla apertamente di un modello in tendenza basato fondamentalmente sul consumo interno più equamente distribuito, su produzioni a più alta tecnologia, con uso di mano d’opera sempre più qualificata, investendo massicciamente in ricerca e innovazione, nella comunicazione on line, nelle energie rinnovabili, ferma restando la scelta di ampliare l’opzione per l’energia nucleare. In questa situazione si destineranno maggiori attenzioni e risorse pubbliche – rispetto al trentennio precedente di crescita economica sfrenata – ai temi sociali, alla strutturazione della nascente società  civile e ai temi culturali e morali, come cemento ideologico nazionale per le prossime due decadi, con un rinnovato stimolo dei poteri pubblici ai sentimenti di unità  e orgogli nazionali per le conquiste economiche realizzate finora.

In altre parole, la Cina si prepara coscientemente e in modo massiccio, con 1 miliardo e 300 milioni di abitanti, con un eccedente di valute estere da cifre a dodici zeri, con la seconda economia industriale76 del mondo, con la padronanza maturata rapidamente nell’uso di conoscenze scientifiche e tecnologiche competitive in quasi tutti i campi delle applicazioni industriali, a competere sempre più sui mercati globali, non più solamente con prodotti fra i meno cari, ma esportando processi produttivi, imprese e fabbriche su tutti i continenti, ovunque si presentino occasioni e condizioni favorevoli, cogliendo l’opportunità  storica rappresentata dal declino finanziario e industriale degli Usa e dell’Unione Europea.

 

Gli ultimi trenta anni di storia del paese testimoniano dell’indubbia capacità  del sistema di conseguire le mete prefissate.

Il PCC si prepara dunque a tale processo, mettendo in opera una gigantesca opera di ristrutturazione e transizione interna, meticolosamente pensata e programmata a partire dai vertici del partito.

A uno sforzo indubitabile di mettere in pratica processi decisionali ed elettivi interni con ampia partecipazione degli iscritti e regole di rispetto democratico delle maggioranze interne ai vari livelli, corrisponde altresì un’opera altrettanto gigantesca di clonazione o, per così dire, di partenogenesi politica, ovvero di autoriproduzione di un corpo vivente come può essere considerato un partito politico, senza l’apporto di DNA e gameti esogeni.

 

In altre epoche e condizioni, nella storia della stessa Cina dal 1949 in poi, per non parlare di altri paesi ed esperienze di governi a forte caratterizzazione centralizzante e totalizzante, la volontà  di pianificazione del futuro ha incontrato spesso, alla fine, ostacoli insormontabili, proprio negli aspetti che la sopra citata partenogenesi o clonazione politica non può incorporare, cioè il pensiero, i sentimenti e le volontà  delle persone umane, naturalmente inclini al cambiamento.

Finora in Cina il più potente fattore di unità  e coesione sociale è stato legato alla continua trasmigrazione di milioni di cittadini dallo stato di povertà , prevalentemente di origine rurale, verso una condizione di lavoro urbano con accesso a stipendi e consumi crescenti e opportunità  d’istruzione e impiego migliori.

 

Libera traduzione e commenti di Goodson

Beijing Cina

 

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