L’allarme del Fmi: «C’è un clima da grande depressione»

In un intervento al Dipartimento di stato Usa, Christine Lagarde ha messo in guardia contro una crisi, che ha «il cuore» nella zona euro, ma dalla quale «non sarà  risparmiato nessun paese», perché la crisi non solo «si estende, ma si intensifica». Per Lagarde, la zona euro è di fronte a «un nodo gordiano che deve essere disfatto», per evitare che la risposta internazionale sia il «ripiego su di sé», l’isolamento, il protezionismo. 
L’Fmi, è noto, pensa che l’accordo raggiunto a Bruxelles per il nuovo trattato intergovernativo che impone l’equilibrio di bilancio sia insufficiente. E ora l’organizzazione si spazientisce, di fronte ai dubbi che stanno sorgendo in vari paesi sulla sua effettiva realizzazione. La tensione cresce anche tra la Gran Bretagna e la Francia. Parigi, che teme l’imminente perdita della Tripla A, non perde occasione per sottolineare che la Gran Bretagna è in una situazione peggiore della zona euro, ma non paga ancora lo scotto. L’agitazione è tale che, ieri sera, è stata accolta come una «buona notizia» a Parigi la messa sotto «sorveglianza negativa» della Francia (e di altri sei paesi) da parte di Fitch: significa che il downgrading da parte di questa agenzia di rating potrebbe essere rimandato di due mesi, anche se la Francia è «il paese più esposto» alla perdita del rating. 
L’Fmi pensa che l’Europa avrà  bisogno della cooperazione internazionale per tenere la testa fuori dall’acqua. La Russia, al summit con la Ue che si è tenuto a Bruxelles questa settimana, ha promesso 10 miliardi di euro, una cifra che potrebbe raddoppiare. Ma Mosca chiede in cambio alle capitali europee di chiudere tutti e due gli occhi sullo svolgimento delle elezioni, dove ci sono forti sospetti di brogli. La Cina è chiamata in causa, così come altri «emergenti», ma tutti hanno una lunga serie di contrapartite da pretendere dagli europei.
Fitch ha degradato 7 tra le principali banche mondiali: Barclays e Crédit Suisse hanno perso due punti (da AA- a A), Bank of America, Bnp, Citigroup, Deutsche Bank e anche Goldman Sachs Group hanno perso un punto. A fine novembre, Standard & Poor’s aveva già  degradato le principali banche. Le francesi sono da tempo in difficoltà , non solo Bnp, ma anche Société Générale e Crédit Agricole. Fitch giustifica il downgrading con le «difficoltà  crescenti» sui mercati finanziari. 
I paesi della zona euro sono in attesa di ora in ora della sentenza negativa delle agenzie di rating. S&P’s è sul punto di abbassare il rating di 15 paesi della zona euro (Grecia e Cipro sono già  fuori gioco) e la Francia si attende di essere il paese nella peggiore situazione dei sei che hanno ancora la Tripla A: Parigi dovrebbe perdere due punti. Intanto, l’Insee (l’Istat francese) ha annunciato che la Francia è entrata in recessione, assieme a tutta la zona euro. Il pil si è contratto nel quarto trimetre e dovrebbe continuare nei primi tre mesi del 2012. Poi ci sarà  una debole ripresa, ma il prossimo presidente della Repubblica, eletto a maggio, si troverà  al massimo con una crescita dello 0,5%. Franà§ois Hollande, candidato socialista, ha accusato Sarkozy di tre «fallimenti»: rispetto alle promesse di crescita economica, all’obiettivo di far diminuire la disoccupazione e rispetto alla diminuzione del deficit. Hollande resta però prudente: «Preferisco dire la verità , non possiamo promettere tutto». I passi indietro, rispetto alla prima bozza del programma socialista, sono già  iniziati, su pensioni e assunzioni nella scuola. Resta ancora «la priorità », che Hollande vuole dare «ai giovani». Intanto, la campagna si sta attorcigliando su un tema che ricorda gli anni ’30: «comprate francese» dicono i candidati, da Sarkozy a Bayrou, per non parlare di Marine Le Pen. Anche Hollande non rinnega questo approccio. Comprare francese? Gli economisti sono scettici: «È meglio comprare una Renault, marca francese ma che produce all’estero, o piuttosto una Toyota giapponese, prodotta a Valenciennes?».


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