Windsor. Energia verde per il castello reale

LONDRA. Regina sempre più verde e risparmiatrice, Elisabetta d’Inghilterra chiude il 2011 con l’installazione nel Tamigi di un impianto che rifornirà  di energia pulita l’intero castello di Windsor oltre a 300 case del circondario.
Il progetto è partito anni fa con la decisione di utilizzare l’antica idea del greco Archimede, che nel terzo secolo avanti Cristo concepì le turbine a vite per pompare acqua per l’irrigazione. Due esemplari costruiti in Olanda entreranno in uso all’inizio del 2012, permettendo anche un risparmio di 777 tonnellate annuali di emissioni di ossido di carbonio nell’atmosfera, oltre a quanto andrà  scalato dal conto dell’elettricità  dei reali, ancora non calcolato ma annunciato come una cifra di entità  sicuramente notevole. Anima del progetto, costato un milione e 700mila sterline, è il direttore della Southwest power engeneering (Sepel), David DeChambeau, che lo propose a Elisabetta e Filippo nel 2006.
Trovare i fondi e anche i permessi per usare Romney Weir, la diga del Tamigi interessata, non è stato facile, ma alla fine tutto si è sistemato. L’Agenzia per l’ambiente, che possiede l’area, ha accettato il progetto e la Casa reale ha pagato comprando elettricità  dalla Sepel in quello che è stato finora il più grosso sforzo economico con finalità  ecologiche mai affrontato, dopo la centrale idroelettrica installata nella tenuta di Balmoral, oltre agli impianti e accorgimenti vari per il risparmio energetico messi in funzione da tempo nelle residenze di Kensington Palace e St. James’s Palace a Londra.
Ora la nuova centrale di Romney Weir è pronta. Composta dalle due enormi eliche inserite in cilindri semiaperti, è collegata ai generatori che saranno messi in moto sfruttando il flusso dell’acqua che scende dalla diga: circa 22 giri al minuto che dovrebbero produrre una media di un milione e 700mila kilowattore l’anno. E si è pensato anche ai pesci. A fianco di ciascuna delle due turbine, che pesano ben 40 tonnellate l’una, ci saranno due tunnel che permetteranno, per la prima volta da quando fu costruita la prima chiusa svariati secoli fa, a salmoni, trote e anguille di passare liberamente e risalire il fiume. In più, le turbine sono provviste di parabordi di gomma per evitare che gli animali si possano ferire. Anche questo, in perfetto stile ecologico. DeChambeau ha raccontato dell’eccitazione della coppia reale e delle loro visite sul luogo. «Il Duca di Edimburgo – ha detto al Daily Mail – mi ha ripetuto più volte che questa faccenda non sarebbe mai andata in porto. Ma poi ho saputo dalla Casa reale che si è informato spesso sui nostri progressi entrando in tutti i dettagli tecnici».
Della regina invece si sottolinea la capacità  di fare i conti e tagliare le spese, che quest’anno sono state ridotte del cinque per cento, con stipendi dei dipendenti congelati, riparazioni alle varie residenze rimandate e maggiori introiti ricavati dalle attività  commerciali della Casa reale.


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