Disabili in carcere: 11 strutture hanno sezioni attrezzate, 175 i posti ma ben 90 sono inagibili

ROMA – Sono 11 le strutture che dispongono di sezioni attrezzate per detenuti con disabilità  motoria (disabili o, nei casi meno gravi, “minorati fisici”, come sono tuttora definiti nelle classificazioni ufficiali). Sono 175 i posti complessivi di cui queste sezioni dispongono, di cui però ben 90 ancora inagibili. Molti di più i detenuti che, per le loro condizioni fisiche, soffrono di un’autonomia limitata e pertanto richiedono un’assistenza particolare. Della disabilità  dietro delle sbarre, dunque, si sa poco e niente, sebbene il fenomeno non sia affatto marginale, né dal punto di vista quantitativo (il numero dei detenuti disabili) né dal punto di vista qualitativo (le difficoltà  e i problemi che la disabilità  incontra all’interno del carcere). Ma è il concetto stesso di disabilità  che, nell’ambito del carcere, deve essere riconsiderato: una banale frattura al menisco, un trauma riportato in una partita di calcetto, una lesione: tutto questo, in carcere, può produrre disabilità , in molti casi anche permanente.

Nel dicembre del 2006 nelle carceri italiane erano presenti 483 detenuti con disabilità  motoria o sensoriale (55.960 sono in tutti i detenuti in Italia rilevati al 7 settembre 2008). Questo il dato più recente sulla presenza della disabilità  in carcere in possesso dell’Ufficio Servizi sanitari del Dipartimento dell”amministrazione penitenziaria. Un’identica rilevazione per il 2007 manca. La regione italiana con il maggior numero di detenuti disabili risulta essere la Lombardia: alla fine del 2006 negli istituti di pena della regione risultavano reclusi 121 detenuti con disabilità  fisica e motoria, di cui 13 a San Vittore e 82 a Opera. Fra le regioni più “affollate” anche la Campania con 96 detenuti, il Lazio (51), le Marche (34, di cui 28 ipovedenti detenuti nella struttura di Fossombrone) e la Toscana (31). Seguono Sicilia (34), Piemonte e Valle d”Aosta (23), Veneto, Trentino e Fvg (20), Puglia (17), Emilia-Romagna (16), Sardegna (16), Calabria (14), Umbria, Abruzzo-Molise, Liguria (tutte con 3 detenuti) e, infine, Basilicata (1). Parzialmente diversi gli esiti di una seconda indagine relativa alla sola disabilità  motoria, svolta sempre nel 2006 ma in cui periodo dell”anno non specificato. Con 65 detenuti, la Lombardia resta la prima regione nella classifica della numerosità , ma è stavolta seguita dalla Sicilia, con 51 detenuti disabili, dalla Sardegna, con 42 detenuti, e poi da Campania (37), Lazio (36), Emilia-Romagna (30), Puglia (26), Piemonte e Abruzzo-Molise (25), Marche (17), Toscana (15), Basilicata (11), Veneto (10), Umbria (6), Calabria (4) e Liguria (1).

Minorati fisici. Secondo le classificazioni del Dap, per i minorati fisici sono attrezzate quattro strutture in tutta Italia, per una capienza complessiva di 143 posti e 21 presenze oggi registrate: per la precisione, Castelfranco Emilia, con una capienza di 90 posti ma attualmente inagibile; Parma, con una capienza di 25 posti e 6 presenze; Ragusa, con capienza 14 e 12 presenze; Turi, con 14 posti e 3 presenze.
Disabili fisici. Per i detenuti con disabilità  fisica esistono sezioni attrezzate in 7 istituti, per una capienza complessiva di 32 posti e 16 presenze: Udine, con 3 presenze, pari alla sua capienza; Pescara, con 4 presenze e due posti; Parma, con 9 posti e 9 presenze. A queste si aggiungono 4 strutture le cui sezioni attrezzate risultano attualmente vuote: Perugia, Fossano, Castelfranco Emilia e Brindisi.

Internati in sezioni di osservazione. Le sezioni di osservazione sono destinate a detenuti con problemi psichici e sono funzionanti presso alcuni istituti: Bologna (2 presenze), Castelfranco Emilia (76), Favignana (37), Firenze Sollicciano (19), Isili (21), Livorno (8), Milano San Vittore (14), Modena Saliceta S. Giuliano (100), Monza (5), Napoli Secondigliano (9), Palermo Pagliarelli (5), Reggio Calabria (4), Roma Rebibbia (13), Sulmona (108), Torino Lo russo e Cutugno (35), Trani (0) e Venezia Giudecca (9).

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