Esplode la rabbia di Sestri

Sciopero generale: lo gridano gli operai di Fincantieri sul cavalcavia che porta ai caselli autostradali, bloccato ieri per un paio d’ore. Lo ripetono i sindacalisti. Lo dice il sindaco Marta Vincenzi mentre parla ai lavoratori a due passi dall’A10: «È una scelta forte a cui avevamo già  pensato in passato – ricorda il primo cittadino – speriamo ancora di poterlo evitare. Come enti locali, aspettiamo una convocazione del governo. Ma se continua così dovremo farlo, lo sciopero generale. Questo è uno schiaffo troppo forte alla città ». Un operaio intanto grida: «Deve scendere in piazza tutta l’Italia, altro che Genova». E un altro: «Iniziamo con Genova». Altro che nave, qui si vuole bloccare la città . Sembra un po’ «la città , la città , noi blocchiamo la città », lo slogan che scandivano gli studenti medi durante le proteste contro la riforma Gelmini. La Fiom nel pomeriggio coglie la palla al balzo e convoca uno sciopero generale di otto ore in tutta Fincantieri da fare entro gennaio. La risposta ci sarà . «Questa è una cosa che va detta – riprende l’rsu Fiom in Fincantieri a Sestri, Giulio Troccoli con gli operai e il sindaco – Genova è medaglia d’oro per la resistenza e noi siamo i figli degli operai che hanno difeso le fabbriche genovesi allora. Noi siamo qui per salvare le fabbriche genovesi oggi. Tutti, senza differenze di tessere». Applausi. 
All’indomani dell’incontro al ministero dello sviluppo economico col ministro dei trasporti Corrado Passera e la notte in pullmann per una sessantina di lavoratori, in cantiere si respira delusione. Molti dicono di averci creduto al summit romano. «È un nuovo governo. Prende decisioni su tutto. Tranne che su di noi», commenta Gianni, 32 anni. Età  in target. La media in azienda è di 35. Quindi non sono moltissimi quelli che andranno in prepensionamento con gli scaloni dell’accordo separato firmato da Fim e Uilm che prevede cassa integrazione ed esuberi in tutti gli otto cantieri per un totale di oltre 3.600 persone e di fatto la chiusura di Genova e Castellamare, in attesa di una ristrutturazione dei due siti. Gli altri, i più giovani, dovranno cercare altrove. «Pensare che a gennaio ho rinunciato a un lavoro a Dubai per restare qui – racconta uno degli appalti, mentre regge lo striscione Fiom borbottando tuttavia che i sindacati hanno rovinato tutto – Sono di Sestri, ho una famiglia, due figlie. Preferisco stare vicino a casa. Ora dovrò andare in Germania, in Svezia o in Asia. Andare dove vanno le navi». 
Due sollevatori chiacchierano con vista sull’A10: «Per anni quando le commesse del crocieristico non mancavano ci davano commesse in un cantiere vecchio, dove le navi vanno sollevate con i palloni perchè non c’è abbastanza fondo e con gru da 200 tonnellate, quelle da 400 ce le hanno promesse ma non le abbiamo mai viste. Abbiamo fatto meglio che a Monfalcone. Ora che non gli conviene più, ci mettono da parte». «Genova dà  fastidio», chiosa un altro. 
Dopo un paio d’ore davanti all’A10 gli operai scendono sull’Aurelia. Tra gli scioperanti c’è anche il segretario del partito comunista dei lavoratori Marco Ferrando: «È una lotta esemplare – commenta – perchè si pone l’obiettivo di una redistribuzione del lavoro». Intanto mentre a Genova si decide di continuare il presidio ai cancelli e bloccare l’Oceania Riviera in consegna (le crociere sono già  state vendute a partire da marzo), a Palermo, dove stanno ultimando la modifica di una nave, tra un mese saranno senza lavoro. Ad Ancona sono già  a girarsi i pollici e a Castellamare hanno due pattugliatori in costruzione da consegnare l’anno prossimo. 
Ieri il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, in visita al Quirinale, ha ricordato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’emergenza Fincantieri che per altro Napolitano aveva potuto toccare con mano a giugno scorso parlando di persona con gli operai: «Sono sicuro che nei prossimi giorni Napolitano affronterà  il tema col governo – ha detto Burlando alla fine dell’incontro – L’affermazione che lo stabilimento in sè non chiude è importante. È difficile però far ripartire uno stabilimento se questo sta fermo per diverso tempo», ha concluso riferendosi al progetto di ristrutturazione di Sestri ponente per il quale il governo ha firmato a luglio un accordo di programma che prevede 60 milioni di euro, senza tuttavia un progetto esecutivo nè una tempistica.
Intanto mentre a Genova si superano le divisioni nazionali – i lavoratori raccontano pullman per Roma c’erano anche i tesserati Uilm e Fim – a livello nazionale il teatrino non ha fine. Il segretario generale Fim, Giuseppe Farina, ha attaccato i politici locali (quindi Vincenzi e Burlando) che «anziché preoccuparsi di portare avanti i progetti di potenziamento su cui si sono impegnati e confermare quindi nei fatti l’interesse verso il cantiere e i lavoratori della Fincantieri, si limitano ad aizzare populisticamente gli stessi contro la realtà  e il buon senso». Il sindaco avrebbe rilasciato dichiarazioni «gravi e irresponsabili» perchè «rischiano di alimentare tensioni e violenze, oltre che pregiudicare il futuro del cantiere e del lavoro a Genov».


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