Il leader del Pd al governo e alle forze che sostengono Monti: subito misure per lo sviluppo

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Far sentire in Europa la voce dell’Italia sulle misure a difesa della moneta unica. Mettere in campo le politiche necessarie per produrre crescita e occupazione. Avviare in Parlamento un confronto sulle riforme istituzionali e per una nuova legge elettorale. Sono i tre punti in cima all’«agenda Bersani». Il leader Pd, in questi giorni di pausa dei lavori parlamentari, non ha interrotto i contatti col governo e con i leader degli altri partiti che sostengono Monti. E il ragionamento che ha fatto in questi colloqui è che il 2012 sarà  «un anno molto difficile», che l’Italia uscirà  dalla crisi «solo se ci saranno insieme cambiamento e coesione».
COME CONTRASTARE LA RECESSIONE
In particolare, l’agenda su cui Bersani vuole aprire il confronto con governo e altre forze politiche alla ripresa dei lavori parlamentari prevede un pacchetto di misure per «contrastare la recessione, produrre crescita ed occupazione e tutelare i più deboli». Si va dalle norme sulle liberalizzazioni a proposte sulla politica industriale alla necessità  di avviare una riforma sugli ammortizzatori sociali («oggi il problema non è licenziare dice quando viene sollevato il tema dell’articolo 18 ma creare lavoro e renderlo meno precario»).
L’altro punto su cui Bersani vuole accelerare riguarda le riforme istituzionali e la legge elettorale. Lo ha spiegato ai leader delle altre forze che sostengono l’esecutivo dicendo che ora compito dei partiti è «disegnare un percorso per ridare credibilità  alla politica e alle istituzioni». Anche in prospettiva della prossima legislatura. Per il leader del Pd va superato l’attuale bicameralismo e ridotto il numero dei parlamentari, ma soprattutto non si può andare a votare per la terza volta con il “Porcellum” e quale che sia la sentenza della Consulta sul referendum, il Parlamento deve avviare un confronto per giungere in tempi rapidi a un nuovo sistema di voto. «Il Pd ha depositato la sua proposta, facciano altrettanto gli altri».
L’ITALIA E LA DIFESA DELL’EURO
C’è poi un terzo punto dell’«agenda Bersani» (di cui il leader Pd parla anche in un’intervento pubblicato oggi da Repubblica) che riguarda Europa e moneta unica. Per il segretario dei Democratici finora sono state prese decisioni «deboli» e bisogna subito attuare provvedimenti seri a difesa dell’Euro. Il ragionamento di Bersani è che l’Ue «non può solo chiederci manovre», e che «se l’Italia è troppo grande per fallire e per essere salvata, è anche troppo grande per stare zitta». Quanto proposto e prodotto dall’asse Merkel-Sarkozy non convince affatto il leader Pd. Per questo Bersani ritiene necessario aprire un confronto anche sul piano comunitario, a livello di governi ma anche di forze politiche. Anche i contatti con i socialisti francesi e i socialdemocratici tedeschi proseguono, per arrivare in tempi rapidi alla definizione di una piattaforma comune


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