L’ultima mossa di Teheran: missili a “lungo raggio”

Gran finale dei dieci giorni di manovre iraniane nel Golfo con il lancio di due missili da crociera: «Lanciati i due missili Kader e Nur, che hanno una portata di 200 chilometri», ha annunciato il vice comandante della Marina militare Mahmud Moussavi, con una chiosa significativa: «Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz e della sua sicurezza». 
Il giorno prima la Marina aveva detto di aver testato un missile terra aria «capace di rendersi invisibile ai più moderni sistemi di difesa degli aerei da combattimento». In contemporanea, a Teheran veniva esibita la prima barra “fatta in casa” di uranio arricchito al 20 per cento. 
Con un crescendo di dichiarazioni sulla possibilità  di bloccare lo Stretto di Hormuz e di non far passare più una goccia di petrolio dal Golfo Persico, mandando in rovina l’economia globale, il regime intende palesemente inviare all’Occidente un avvertimento sui costi economici che potrebbe avere un conflitto con l’Iran. Ma i fuochi d’artificio delle minacce hanno creato anche una scia di nebbia, come se insieme ai missili fosse stato sparato anche qualche candelotto fumogeno destinato ad aumentare la confusione. A questa hanno contribuito l’alternarsi di versioni contrastanti, le contemporanee offerte di ripresa del negoziato sul dossier nucleare da parte del ministro degli Esteri, e l’avvicendarsi di annunci e smentite. 
Lunedì l’agenzia Irna aveva annunciato il test del nuovo missile Kader, interamente costruito in Iran, e l’aveva definito «di lunga gittata». Poi si era più volte corretta. In realtà , 200 chilometri non corrispondono a una lunga portata (i missili americani Tomahawk possono raggiungere obbiettivi distanti 2500 km) fanno notare gli esperti militari occidentali secondo i quali l’Iran non ha missili di lunga gittata (se li avesse avrebbe dovuti testarli, e non sarebbero sfuggiti ai satelliti occidentali). Anche se quello di oggi fosse il primo, per essere un test significativo l’Iran dovrebbe averne una produzione in serie, cosa che viene esclusa al momento, dice l’esperto di missili Robert Schmucker al settimanale tedesco Spiegel. Dubbi esistono anche sul missile “invisibile” che gli iraniani si vantano di aver testato domenica: nemmeno gli americani ne hanno uno, anche se in generale i missili da crociera sono sempre praticamente quasi invisibili a uno schermo radar perché viaggiano ad altissima velocità  e a pochi metri dal suolo.
Infine, mentre la moneta iraniana, il rial, ha perso il 6 per cento in 48 ore in seguito alle sanzioni, fa sentire la sua voce anche il Leader supremo Khamenei, il capo delle forze armate: attraverso un consigliere fa sapere che non darebbe l’ordine di bloccare lo Stretto di Hormuz.


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