Pasquinelli (Irs) denuncia: “Lavoro sempre più nero per badanti e colf”

MILANO – Lavoro nero, sempre più nero per badanti e colf. Secondo l’Inps nel 2010 si è avuto un calo di 71.690 contratti di collaborazione domestica rispetto al 2009. Ma per l’Istat invece in quel biennio il numero delle badanti è cresciuto di circa 72mila unità . Dunque che cosa è successo? Semplice. Molte badanti e colf che erano in regola, ora continuano ad assistere anziani e bambini in nero. È quanto denuncia Sergio Pasquinelli, direttore dell’Istituto di ricerca sociale (Irs) di Milano, che ha incrociato i dati di Istat e Inps per trovare conferma di un sospetto che già  nei mesi scorsi trapelava fra chi si occupa di immigrazione. “Basta farsi un giro tra alcuni delle centinaia di sportelli badanti sparsi in tutto il Paese per rendersene conto – scrive sul sito dell’Irs (http://www.qualificare.info/) -. Bilanci familiari sotto pressione e convenienze reciproche” continuano a spingere le famiglie italiane a non stipulare regolari contratti di lavoro.

Nel settembre del 2009 il Governo Berlusconi aveva avviato una sanatoria per colf e badanti. A distanza di poco più di due anni l’effetto è già  svanito. Nel 2009 i contratti registrati all’Inps erano 943.524, calati l’anno dopo del 7,5%. Sergio Pasquinelli propone due provvedimenti per combattere il lavoro sommerso. “Il primo è la fiscalizzazione degli oneri sociali nel contratto colf, per ridurre il differenziale di costo tra lavoro regolare e non. Il secondo è una riforma dell’indennità  di accompagnamento verso una misura strutturata in termini di uso delle somme erogate. Collegata al sistema dei servizi sociali, in cui possano rientrare assistenti familiari accreditate”. (dp)

 

© Copyright Redattore Sociale


Related Articles

“Una pillola per curare la timidezza” così funziona la fabbrica delle malattie

 Campagne mirate e terapie col trucco: Italia sesta al mondo per consumo di farmaci  

Far West Napoli, esecuzione tra la folla

Assassinato dai killer un parente dei boss. Ferita una passante (La Repubblica, 31 ottobre 2006) La vittima faceva parte del

Salvini in carcere a Piacenza. Solidarizza con l’imprenditore condannato per tentato omicidio

Piacenza. Il ministro dell’Interno incontra in carcere Angelo Peveri. La legittima difesa non c’entra

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment