Wall Street torna a scommettere sull’Europa

NEW YORK – L’ombra delle perdite si allontana dall’Europa e investire nel Vecchio Continente è l’ultima scommessa. Siamo migliori di come ci disegnano. E il merito porta a sorpresa targa italiana. Perché la scommessa che dovrebbe riportare in Europa gli investitori è partita dopo l’azione congiunta dei due SuperMario: Draghi e Monti. Con le iniezioni di liquidità  della Bce sulle banche e la lenta ricucitura della smagliatissima Italia. 
Certo lo stallo di ieri nelle trattative sul debito greco sono l’ennesimo campanello di allarme. Ma se Atene piange ancora il resto d’Europa non è che se la rida ma non lacrima certo più. Dopo aver perso il 15 per cento nel 2010 horribilis l’indice Euro Stoxx – che raccoglie le più importanti compagnie europee – ha guadagnato dall’inizio dell’anno il 5,4 per cento. Che è pur sempre quasi un punto in più (0,8 per cento per la precisione) di quanto finora incassato dall’indice Standard & Poor’s di Wall Street. Per non parlare dell’indice Dax di quella Germania locomotiva (un po’ troppo sbuffettante) d’Europa: che è salito addirittura dell’8,6%. “Is time to buy Europe?” si chiede con un prudente punto interrogativo lo stesso Wall Street Journal. E’ davvero tempo di investire in Europa? 
Carta canta. I rendimenti dei titoli di Stato a breve termine scendono, le banche finalmente si stanno rafforzando e il costo di assicurazione contro un default europeo è calato. Tutti segnali positivi. Innescati da quel rifinanziamento firmato Bce che ha portato le banche europee a prendere in prestito a tasso 1 per cento i 500 miliardi di dollari con cui naturalmente stanno ridando fiato alle economie dei rispettivi Paesi: comprando titoli di Stato. Il senso di fiducia è stato straordinariamente riassunto dall’andamento dei listini continentali all’indomani dell’ultimo schiaffo-declassamento di Standard & Poor’s: l’Euro Stoxx è salito dell’1% e perfino nella Francia privata della tripla A la Borsa ha fatto un balzo dello 0,9%. Per carità . Non è che gli analisti si sbilancino poi troppo sui titoli da mettere in portafoglio per scommessa. Puntate sui tedeschi, consiglia Adrian Cattley di Citigroup: comprate Bmw, comprate Bayer. E soprattutto, si raccomandano gli esperti con gli investitori americani, puntate 50 centesimi in Europa ogni dollaro che investite a casa.
Chiaro che la paura è ancora tanta. Ieri il capodelegazione dell’Institute of International Finance, Charles Dellara, che tratta a nome dei creditori privati col governo greco, ha lasciato Atene ancora con un nulla di fatto. Il piano sarebbe pronto: i 360 miliardi di debiti si riducono a 260 grazie al dimezzamento del loro valore nello swap che permetterebbe ad Atene di risparmiare 4 miliardi di interessi all’anno. Si riuscirà  a chiudere l’accordo entro il meeting dei ministri dell’eurozona di domani? E poi: come farlo digerire anche agli hedge funds americani che minacciano addirittura di rivolgersi alla corte dei diritti dell’uomo per farsi ridare i loro soldi? Sì, investire in Europa per Wall Street è davvero una scommessa.


Related Articles

Londra, il giorno di Abramovich A processo la Russia degli oligarchi

La «causa del secolo» tra yacht, miliardi e intrighi al Cremlino

Il patto tra Usa e Ue sul libero scambio una rivoluzione con troppi segreti

Si chiama Ttip. Se va in porto, sarà il più ambizioso accordo di libero scambio della storia. La fase due della globalizzazione.

Morto a 95 anni Mugabe, l’eroe dello Zimbabwe che si trasformò in tiranno

1924-2019. Se ne va l’ex leader dello Zimbabwe, figura complessa e controversa delle lotte di liberazione africane. Da leggenda mondiale del panafricanismo a simbolo di oppressione

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment