Agenzia per il Terzo settore cancellata, un percorso iniziato già  da anni

ROMA – La chiusura dell’Agenzia del Terzo settore è la diretta conclusione di un percorso iniziato già  da anni, con un investimento sempre più decrescente in questo settore. Ne è convinto il direttore dell’Agenzia Gabrio Quattropani. “Ci sono state varie tappe che sono andate in questa direzione – afferma – di certo ci vuole a monte un pensiero politico forte, che è rimasto tra le righe. A volte c’era l’intenzione che non era poi sostenuta nel concreto”. Nel tracciare un bilancio dell’attività  svolta in questi anni Quattropani sottolinea in particolare la costruzione di Linee guida per regolare il settore e orientare i comportamenti delle organizzazioni. Negli ultimi anni sono in cinque gli atti di indirizzo, elaborati da gruppi di esperti interni ed esterni approvati in via preliminare dal Consiglio dell’Agenzia e poi sottoposti al confronto con le organizzazioni e infine approvati in via definitiva. Tra questi le Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti non profit, che hanno visto la luce nel 2009, così come quelle per la tenuta dei registri del volontariato e per il sostegno a distanza di minori e giovani. Nel 2011, invece, sono state elaborate le Linee guida per la redazione del bilancio sociale delle organizzazioni non profit e quelle per la raccolta fondi.

Quanto ai costi dell’Agenzia, anche se la legge n.133 del 1999 stabilisce un finanziamento annuo fino a 2.585.285 euro (pari a 5 miliardi di vecchie lire) il contributo pubblico è andato diminuendo soprattutto negli ultimi due anni.  Negli anni 2002/2005 il finanziamento è stato pari al tetto massimo stabilito, mentre nel 2006 sono stati erogati 2.091.651 euro; nel 2007 1.398.535 euro più un finanziamento straordinario di un milione di euro; nel 2008 1.547.860euro , integrato con la quota ex cinque per mille del 2007, pari a 1.250.000; nel 2009 846.510 euro più un finanziamento straordinario di 3.250.000. Mentre nel 2010 il sostegno è stato pari a 1.160.313 euro e nel 2011 726.000. Il volume di spesa degli anni più recenti è stato di 3.016.723 euro nel 2007, di 2.765.976 euro nel 2009 e di 2.495.023 euro nel 2010. “Abbiamo operato in funzione della capacità  finanziaria che avevamo a disposizione – afferma Quattropani – potevamo curare altri compiti che ci sono attribuiti per legge ma con le capacità  che avevamo a disposizione non era possibile. La situazione è sempre stata precaria”. (ec)

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