Dall’Alzheimer al glaucoma cartoon in aiuto della medicina

A volte supereroi o personaggi fantastici possono darci dei consigli utili, regalando anche un sorriso nei momenti di maggiore difficoltà , come durante una malattia. C’è il fumetto che spiega come prevenire il glaucoma, quello che racconta la vita di una persona colpita da Alzheimer o le giornate di un narcolettico. Così Lupo Alberto, Diabolik, Topolino, Nonna Papera o “eroi” meno famosi diventano paladini della salute. L’ultimo caso è l’iniziativa del Centro italiano glaucoma che ha puntato su un poster, un fumetto e un cortometraggio. La storia, raccontata attraverso i disegni di Alessandro Baronciani, ripercorre alcuni momenti della vita di una persona che scopre di avere il glaucoma. L’obiettivo è spiegare la patologia ai pazienti, visto che in Italia metà  delle 800 mila persone affette da glaucoma non sanno di essere malate. Anche la Lega italiana per la lotta contro i tumori ha raccolto in un fumetto i consigli per prevenire il melanoma durante l’esposizione al sole. “Super Ado, un amico per la pelle” è un cagnolino che si rivolge prima di tutto ai bambini per insegnare loro a prendere la tintarella in modo corretto, evitando scottature e prevenendo il rischio di melanoma, il cui rischio aumenta con un’esposizione eccessiva ai raggi solari fin dai primi anni di vita.
Negli Stati Uniti le vignette sono da tempo a servizio della medicina. Intere facoltà  li adottano e a volte i medici si improvvisano artisti delle strisce a puntate. Anche in Italia è ormai diffuso l’uso dei Comics come strumento per comunicare fra medici e pazienti, ma anche per la prevenzione. L’ex centrocampista dell’Inter, Luis Figo, è stato protagonista della campagna per prevenire la Tbc con un fumetto e un cartoon. Una specie di Superman ribattezzato Superfisico è invece l’eroe dell’iniziativa “Bimbi a scuola senza spaccarsi la schiena” dell’Associazione italiana dei fisioterapisti. Qui le vignette, rivolte ad alunni e genitori, spiegano come stare seduti in classe e in che modo portare lo zaino, senza danneggiare la colonna vertebrale. Qualche anno fa la Disney ha puntato invece su Topolino e un gruppo di piccoli paperi per insegnare ai ragazzi a lavarsi i denti, mentre ha scelto Nonna papera, Paperino e Paperoga per spiegare le regole dell’alimentazione corretta. «Gli eroi dei fumetti sono convincenti se il bambino conosce quei personaggi – spiega Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dello sviluppo all’università  La Sapienza di Roma – in quanto non solo ha sviluppato una familiarità , ma è anche indotto a identificarsi con loro e ad assumere gli stessi atteggiamenti e abitudini. La cosa può però funzionare anche con personaggi nuovi se la storia riesce ad appassionare».
Da sempre le strisce dei comics conquistano gli adulti e molte pubblicazioni sulla salute sono rivolte a loro. Fra gli esempi più riusciti, c’è Rughe, realizzato da Paco Roca e diffuso in Italia dall’Associazione italiana malattia di Alzheimer. Racconta la storia di Emilio, anziano direttore di banca affetto da Alzheimer. Ormai malato, viene ricoverato in una residenza per la terza età  e impara a convivere con altre persone che sono nelle sue stesse condizioni. Le sue avventure, fra ricordi confusi del passato ed episodi legati alla sua patologia, hanno fatto vincere a Paco Roca diversi premi e solo in Spagna il libro ha venduto 25.000 copie. «I fumetti sono da sempre un mezzo potente per divulgare idee e messaggi – dice Antonio Lo Iacono, presidente della Società  italiana di psicologia – la vignetta, soprattutto in un ottica di prevenzione sanitaria o di istruzioni per l’uso, è una possibilità  in più per chi ha bisogno di una spiegazione o anche per informare su argomenti complessi». Forse un fumetto ci salverà  o quanto meno ci farà  capire come evitare virus, prevenire o affrontare malattie. Così qualche anno fa Lupo Alberto si è dato da fare su due fronti: la lotta contro l’Aids, ma anche la campagna dell’Associazione italiana narcolessia. L’eroe, nato dalla matita di Silver, ha spiegato la malattia del “sonno patologico” (in media 7 anni per identificarne i sintomi; 21 mila pazienti). Nel 2010 invece Diabolik e Snoopy sono stati scelti per ricordare le regole per la sicurezza stradale.


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