Francia, Hollande lancia una super tassa al 75% sui grandi patrimoni


Il candidato socialista Hollande lancia la proposta di tassare i grandi patrimoni fino a un pic- co del 75 per cento. Un sasso nello stagno che fa urlare alla «confisca» i vertici dell’Ump e cadere la maschera a Sarkozy.

Tassare i ricchissimi al 75 per cento? Perché no. La proposta uscita dal cappello di François Hollande ha avuto l’effetto di una bomba sul dibattito politico francese a soli 54 giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali.
In pochi minuti, con l’annuncio a sorpresa della sua intenzione di introdurre un’ulteriore tranche d’imposta sui redditi che superano il milione di
euro annui, il candidato socialista ha infatti piazzato il suo programma fiscale e il suo profilo à gauche al centro del campo, costringendo il suo rivale Nicolas Sarkozy a gettare la maschera del supposto candidat du peuple.
La proposta, che Hollande ha definito «patriottica», va letta nel contesto di una campagna che nelle ultime due settimane ha visto una flessione della dinamica favorevole al candidato socialista. Da quando, alla metaÌ€ del mese, Sarkozy eÌ€ ufficialmente sceso in campo, ha allineato una sequenza che gli ha permesso di occupare interamente lo spazio mediatico. Prima l’intervista fiume a Le Figaro, poi quella in tivvuÌ€, poi ancora il comizio a Marsiglia e a seguire un’uscita al giorno.
SARKO E L’ÉLITE
In ogni occasione il presidente uscente ha cercato di fare diversione sul proprio bilancio puntando su una campagna stile 2007, tutta volta a rivalutare il lavoro contro l’assistenzialismo, addirittura il popolo contro le élite, la France d’en bas contro il piccolo milieu parigino. In questo senso vanno lette le proposte referendarie di Sarkozy, demagogiche e populiste, e la medaglia che si eÌ€ messo sulla giacchetta di «candidato del popolo».
La popolaritaÌ€ del presidente, al culmine dopo l’elezione, era caduta a picco quando Sarkozy aveva ostentato la frequentazione di ristoranti mondani in compagnia dei rampolli dei grandi patrimoni francesi, e dopo l’approvazione dello scudo fiscale che metteva nelle tasche dei ceti abbienti poste consistenti del bilancio gonfiando il deficit.
Da allora eÌ€ passata l’etichetta del «presidente dei ricchi» che ora Sarkozy cerca di levarsi di dosso. LunediÌ€ rispondendo alla radio ha addirittura accusato Hollande di essere il rappresentate delle élite, denunciando la sua amicizia col miliardario Pierre Berger e il banchiere Mathieu Pigasse, entrambe proprietari di Le Monde. O accusando la compagna del candidato socialista, Velérie Trierweiler, di lavorare per un canale televisivo di proprietaÌ€ del miliardario Vincent Bolloré. Nonostante quest’ultimo sia in effetti un personale amico di Sarkozy (tanto che dopo la vittoria alle presidenziali gli mise a disposizione il suo yacht nel Mediterraneo), il martellamento mediatico sembra aver funzionato, almeno nell’immediato. I sondaggi lo danno infatti in recupero rispetto ad un Hollande in leggero calo. L’ultimo sondaggio Ifop di ieri dava il presidente al 28% (+2) delle intenzioni di voto contro il 30,5 (-0,5) del favorito socialista (Hollande vincerebbe comunque il ballottaggio col 58% dei voti).
TASSE PROGRESSIVE
Ecco allora che la proposta di tassare al 75% i redditi superiori al miliardo annuo, eÌ€ un mezzo per Hollande di riprendere in mano l’agenda e costringere la destra a difendere le élite. All’unisono i colonnelli dell’Ump sono partiti alla carica contro una misura «confiscatoria», di «spoliazione», mentre Sarkozy eÌ€ venuto allo scoperto denunciandola come «una proposta amatoriale».
In realtaÌ€ la misura di Hollande non ha niente di rivoluzionario. Nonostante le paure che l’Ump vuole evocare e strumentalizzare, tassare al 75% i piuÌ€ ricchi non vuol dire sottrarre loro 3/4 del reddito. In Francia la tassazione eÌ€ progressiva e quel 75 eÌ€ un tasso marginale, applicato cioeÌ€ alla parte di reddito che eccede il miliardo. Negli anni Venti e nel dopoguerra in Francia si eÌ€ giaÌ€ applicato un tasso marginale del 90%, rimasto oltre il 60 fino agli anni ’80. Alla fine, con il nuovo tasso d’imposizione del 45% oltre i 150mila euro giaÌ€ proposto da Hollande, e quello avanzato lunediÌ€ del 75, la tassazione media di un reddito eccedente il miliardo si piazzerebbe intorno al 48%. Si tratta di una tassazione che colpirebbe meno dell’1% dei francesi, tra i 7mila e le 30mila persone. Una riforma simbolica, che ha peroÌ€ il pregio di svelare chi sia veramente «il presidente dei ricchi».


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