Lgbt, molte discriminazioni in Italia. I dati dell’Unar

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ROMA – In Italia aumentano i casi di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità  di genere. “Su mille istruttorie fatte dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali nel 2011, oltre il 12% ha riguardato discriminazioni diverse da quelle etniche e razziali, vale a dire soprattutto orientamento sessuale e disabilità ” ha detto Massimiliano Monnanni, direttore dell’Unar, sottolineando che non si tratta di sole segnalazioni, “ma di casi documentati di discriminazione”. Secondo Monnanni “se per la disabilità  almeno ci sono dei diritti sanciti per legge che spesso non vengono attuati per la carenza di risorse, sulle discriminazioni dovute a orientamento sessuale e identità  di genere, c’è carenza in ambito di normativa”.

Le discriminazioni hanno riguardato soprattutto linguaggi offensivi sui media, con molti stereotipi sull’omosessualità  e la transessualità . “A fronte delle raccomandazioni varate dal Consiglio d’Europa, non esiste una legge in tal senso – continua il direttore dell’Unar – altri due focus sono il problema delle discriminazioni sui luoghi di lavoro e la sensibilizzazione dei datori di lavoro”. Ed è questo il tema al centro della conferenza di oggi dal titolo “Contrasto alla discriminazione basara sull’orientamento sessuale e sull’identità  di genere”, organizzata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con rappresentanti del Consiglio d’Europa.
“Dal 2010 in poi ci siamo aperti al contrasto alle altre discriminazioni, non solo quelle etniche e razziali, in ottica europea – spiega Monnanni – la strategia dell’Unar va in una cornice internazionale del Consiglio d’Europa e l’Italia è il primo dei Paesi storici dell’Unione europea ad aderire al progetto del Consiglio d’Europa sul contrasto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità  di genere. Serve per cambiare il quadro di riferimento culturale”. (rc)  

 

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