Magpie trasforma cd e dvd usati in denaro contante

LONDRA – L’usato va forte in tempi di crisi. E non solo in settori come le automobili e l’abbigliamento, ma anche in una nicchia in cui era difficile immaginarselo: l’intrattenimento a domicilio, ovvero cinema e musica. Music Magpie, una società  creata nel 2007 per acquistare dvd e cd da privati che non li vogliono più e poi rivenderli via internet sul mercato dell’usato, ha triplicato il suo fatturato lo scorso anno raggiungendo circa 38 milioni di euro e conta di triplicarlo nuovamente nel 2012 arrivando a quota 120 milioni.
L’idea di partenza è come l’uovo di Colombo: tanta gente ha scaffali di film in dvd e di musica in cd che non guarda e non ascolta più da tempo, per cui non sa cosa farsene, occupano spazio e basta nella libreria di casa. E in più c’è gente che, sentendo i morsi della crisi economica, sarebbe disposta a vendere anche i dvd e i cd che ama, pur di raggranellare qualche soldi extra. Music Magpie li paga meno di 1 sterlina ciascuno, ma la vendita è semplice (per posta o addirittura per fattorino se i dvd/cd sono tanti) e il pagamento rapido. Ricavare 50 o 100 sterline è semplice. E a quanto pare lo fanno in molti. «In media acquistiamo fra 100 mila e 200 mila dvd e cd al giorno», dice Steve Oliver, presidente e fondatore della società .
A inizio gennaio, in una giornata da record, ne hanno comprati 500 mila in 24 ore. Vengono rivenduti, a un prezzo ovviamente maggiorato ma comunque assai più basso di quello del prodotto nuovo, attraverso il sito di Magpie (al 70%) e a una catena di negozi (il resto). «La domanda per dvd e cd usati è molto più alta di quanto si creda, specie all’estero», spiega Oliver, «ne abbiamo venduti perfino in Vaticano e in Corea del Nord». Se uno se li vende da solo su siti come eBay, naturalmente, può guadagnare di più, ma Magpie facilita l’operazione e gioca sulle dimensioni: in un colpo solo, svuoti l’armadio. E incassi.


Related Articles

LA SVENDITA DA PRODI A LETTA

Un governo inetto e senza idee ha rispolverato nelle scorse settimane la geniale idea di privatizzare i beni pubblici. Non sappiamo cosa effettivamente si vorrebbe vendere e Letta non lo dice a noi, ma va a raccontarlo in giro per il mondo.

Così la nuova schiavitù dei debiti incrociati crea il contagio globale

E ora rischiano anche i grandi creditori.  I vasi comunicanti del credito non conoscono frontiere, la finanziarizzazione ha esposto ciascuno di noi, anche senza saperlo, al giudizio dei mercati. Spingendo la Bce a intervenire a favore dell’Italia, Francia e Germania non lo fanno per spirito europeista ma difendono i propri interessi 

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment