Nei mercati rincari fino al 200% per le famiglie è già  una stangata

Ci costa parecchio questa nevicata. Il gelo che è piombato su gran parte dell’Italia sta dispiegando tutti i suoi effetti più nefasti, per le aziende, per l’agricoltura, per le famiglie. La contabilità  dell’emergenza maltempo parte dai 350 milioni di euro di danni che finora ha causato all’agricoltura e agli allevamenti (campi congelati, morie di pesci e bovini, tonnellate di frutta e verdura rovinata), passa per le perdite di 150 milioni di euro sofferte dagli autotrasportatori bloccati dal ghiaccio sulle strade, e finisce per picchiare duro nei bilanci delle famiglie. Il consumo del metano per i riscaldamenti è aumentato in pochi giorni del 30 per cento rispetto a gennaio, e questo a fine anno si potrebbe tradurre in un aumento della bolletta di 135 euro. Non solo. La speculazione e l’effetto “accaparramento” hanno fatto schizzare in alto i prezzi di frutta e verdura fresca, che hanno subito rincari fino al 200 per cento. Un esempio su tutti: il carciofo. Il 15 gennaio costava 0,5 euro a pezzo, oggi è lievitato a 1,5 euro. E le previsioni del tempo dicono che nevicherà  ancora.


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Se 45mila vi sembrano pochi

La drammaticità  della situazione è stata espressa in maniera inequivocabile dal Presidente Napolitano al Convegno promosso dai radicali alla fine di luglio (ribadita in occasione della mobilitazione di denuncia “Ferragosto in carcere”): quella della condizioni delle nostre carceri, «che definire sovraffollate è quasi un eufemismo», è «una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile»; «una realtà  che ci umilia in Europa», «non giustificabile in nome della sicurezza, che ne viene più insidiata che garantita», frutto di «oscillanti e incerte scelte politiche e legislative … tra tendenziale, in principio, depenalizzazione e “depenitenziarizzazione”, e ciclica ripenalizzazione».

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