Un generale ucciso a Damasco

Lo ha riferito l’agenzia di stampa di stato, Sana, che attribuisce il gesto a «un gruppo armato terrorista» non meglio specificato. E’ il primo episodio del genere da quando 11 mesi fa è cominciata la rivolta contro il governo del presidente Bachar al Assad. Il brigadiere-generale Issa al-Khouli è anche il più alto ufficiale del regime finora preso di mira. Ufficiale medico, di mezza età , era il direttore dell’ospedale militare. Non ci sono molti dettagli sull’attentato: secondo l’agenzia Sana è stato sparato da tre uomini armati nel momento in cui usciva di casa, nel quartiere di Rukneddine, zona residenziale nel nord della capitale, per recarsi al lavoro. Al-Khouli appartiene a una famiglia alawita con buone connessioni nel regime; dalle prime informazioni circolate, sembra che sia un nipote di Mohamed al-Khouli, l’ex capo del Direttorato dell’Intelligence dell’aviazione, cioè la più potente (e temuta) tra le agenzie di sicurezza del regime. Il giorno prima il direttorato alla sicurezza era stato preso di mira nella città  di Aleppo, nel nord del paese, dove l’esplosione di due bombe eveva fatto 28 morti e 230 feriti. Anche ieri sono circolate notizie di violenze a Homs, città  dove continua l’offensiva delle forze governative contro forze ribelli armate. La verifica delle notizie continua a essere quasi impossibile. Intanto l’ambasciatore degli Stati uniti Robert Ford, che pochi giorni fa ha lasciato Damasco dopo che Washington ha deciso di chiudere l’ambasciata, ha messo su Facebook delle immagini satellitari prese a Homs, sostenendo che sono una prova dell’attacco lanciato dall’esercito governativo contro la città  bombardando i quartieri residenziali e la popolazione civile.


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