Appello dell’opposizione «Annullate le schede»

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MOSCA — A poche ore dal voto che assicurerà  a Vladimir Putin il ritorno sulla poltrona di presidente, uno degli esponenti di spicco dell’opposizione annuncia che non seguirà  la strategia del movimento di «votare per chiunque altro». La sua parola d’ordine è «scheda nulla», una specie di «tattica crociata» per non prendere posizione a favore degli altri candidati che, a loro volta, sono come minimo «molto deboli».
Lo scrittore B.Akunin, padre del detective gentiluomo Erast Fandorin, spiega al Corriere che ha fatto di tutto in questi giorni per ricercare una posizione comune in vista del voto di domenica. «Avevo proposto di fare le primarie, avevo assicurato che mi sarei poi attenuto alla volontà  della maggioranza, qualunque fosse stata», aggiunge. Ma non c’è stato nulla da fare. E allora? «Farò cinque segni della croce sulla scheda, quanti sono i candidati».
Insomma né con Putin né con il leader comunista Zyuganov, quello nazionalista Zhirinovskij, il magnate Prokhorov, eccetera. I sondaggi ci dicono che i voti per l’attuale premier saranno una valanga, visto che il suo gradimento ha ripreso a salire e ora si attesta attorno al 66 per cento. Vladimir Vladimirovich passerà  al primo turno. «Il votare avrà  un significato particolare», dice ancora lo scrittore, il cui vero nome è Grigorij Chkhartishvili (e Putin ha rimarcato questa origine georgiana, quindi «non russa»). «Il punto debole per il potere è proprio quello della legittimità  di queste elezioni. Temono seriamente che una parte consistente del Paese rifiuti di riconoscere la validità  del voto». E a suo avviso la scheda annullata darà  proprio questo segnale. B.Akunin respinge le accuse di chi sostiene che in questo modo si farà  il gioco di Putin perché le schede nulle potranno essere «corrette» in sede di scrutinio. «Questo — dice — potrà  avvenire anche con quelle nelle quali la preferenza è andata a un altro dei candidati».
Molti giovani, alcuni intellettuali e gran parte dei professionisti arrabbiati probabilmente voteranno per Mikhail Prokhorov, il magnate diventato oppositore (morbido). «A differenza degli altri candidati, lui non è una nullità . Ma io gli vorrei chiedere se veramente crede di avere una sola possibilità  di vincere queste elezioni, con tutto quello che è stato messo in campo dal potere. Io penso che in realtà  lui voglia solo acquisire un certo peso politico per il futuro. Non critica apertamente Putin proprio per non guastare i rapporti col futuro presidente. E allora perché io dovrei aiutarlo a fare il suo gioco?». A dicembre, quando la protesta è scoppiata dopo le elezioni parlamentari, B.Akunin era nella sua casa in Francia. «Ho fatto le valigie e sono partito lo stesso giorno — racconta —. Quando la tua casa brucia non puoi rimanere lì a guardare mentre altri spengono l’incendio». Da allora è diventato uno dei protagonisti della primavera russa, assieme ad altri famosi scrittori che fino ad allora si erano tenuti in disparte, Dmitrij Bykov, Ludmila Ulitskaya, Viktor Erofeyev, Vladimir Vojnovich. Sembrava che si fosse ritrovato il fervore di vent’anni fa, quando crollava l’Urss o si scendeva in piazza contro il colpo di Stato dei conservatori.
Domenica scorsa a Mosca gli oppositori hanno creato una catena umana attorno al Cremlino tenendosi per mano. E si ritroveranno nuovamente in piazza lunedì, dopo il voto. Ma l’obiettivo di portare Putin al secondo turno sembra sempre più difficile da raggiungere. Anche perché tutti sanno che se mai ci sarà  il ballottaggio, l’avversario del primo ministro sarà  Gennadij Zyuganov, il leader del PC sopravvissuto al 1991.


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