Cucchiani: “Valutare piano Sator-Palladio”

MILANO – Intesa Sanpaolo non chiude la porta alla proposta di Sator e Palladio per Premafin. «I piani è sempre bene che siano comunicati e che siano visti e giudicati per quello che sono e per quello che valgono» ha detto l’amministratore delegato di Intesa, Enrico Cucchiani. Confermando quello che si dice un po’ da tempo: il fronte delle banche non è uniforme e compatto, nel respingere al mittente la proposta alternativa a quella di Unipol. Il che non è detto che sia risolutivo. Il parere dei legali, interpellati dagli istituti di credito, confermano quanto era stato detto nei giorni scorsi: le banche possono analizzare tutti i progetti del mondo ma la palla è nel campo di Premafin, solo la holding dei Ligresti può decidere se trattare o meno con Sator e Palladio. 
Un parere che Unicredit avrebbe preso alla lettera e persino oltre: fonti vicine alla banca fanno sapere che si lavora nella linea scelta da Premafin – quella di Unipol – e si punta a scrivere il prima possibile la “confort letter” sulla ristrutturazione del debito da circa 370 milioni della holding di controllo dei Ligresti. Nel fine settimana è arrivata da Bologna una prima e stringata bozza di piano industriale (richiesto dalle banche). Un’intesa sul debito, anche di massima, serve per approvare il bilancio nel presupposto della continuità  aziendale, insieme all’impairment della quota di Fonsai. Difficilmente però i due elementi saranno a disposizione del consiglio entro il 16 marzo, è più probabile uno slittamento (a fine mese). Il 15 invece si terranno i cda di Fonsai e di Unipol, per approvare i rispettivi bilanci (non i potenziali concambi, per quelli occorrerà  aspettare probabilmente un mesetto, sempre che si arrivi all’operazione così com’è). 
Nel frattempo in casa Fonsai è in corso una discussione abbastanza accesa, per stabilire l’importo esatto dell’aumento di capitale, da portare in assemblea del 19 marzo: Premafin (e una parte dei consiglieri di Fonsai) vorrebbe ridurre la cifra (si dice, anche in misura non irrilevante), fondandosi sul miglioramento dei mercati finanziari che hanno portato il solvency margin dal 75% di fine anno al 90% attuale; che, tuttavia, sconta ancora l’utilizzo del “Milleproroghe” per una decina di punti. Insomma, i ragionamenti da fare sono molti e le forze in campo hanno interessi non tutti coincidenti. Ieri intanto Fonsai ha ceduto il 6,16% mentre Premafin ha perso l’8,52%; giù anche Milano assicurazioni (-3,07%) e Unipol (-2,96%).


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