I NoTav hanno più di un argomento, Ascoltateli!

L’“anarchico senza aggettivi” Tobia Imperato continua lo sciopero della fame. Arrestato il 26 gennaio, trasferito nel carcere di Cuneo in seguito alle sue proteste perché non venivano rispettate le disposizioni ministeriali sulle ore d’aria e di socialità , infine ristretto in casa, ai domiciliari, Tobia ha cominciato il digiuno nove giorni fa. Perché non può ricevere visite, non può vedere neppure la madre (operata il giorno del suo arresto), non può rispondere al telefono o alle mail, non può uscire fosse pure per andare a lavorare. Stiamo parlando di una persona che negli atti ha come accusa più grave quella di aver “toccato” un agente. D’altra parte, non è che gli altri NoTav fermati in quel blitz siano stati accusati di azioni più cruente. Eppure al momento due di loro, Gabriele Filippi e Matteo Grieco, sono ancora in carcere, mentre a Tobia, uno studioso, uno scrittore, un non violento, su istanza dell’avvocato difensore è stato giusto concesso che un medico di fiducia possa recarsi a casa sua tutti i giorni. Ed ecco le ultime notizie.

Le condizioni generali sono di affaticamento, debolezza, ipostenia. Cominciano ad evidenziarsi problemi legati alla mancanza di assunzione di zuccheri, grassi e proteine. Il medico insiste affinché Tobia assuma perlomeno bevande zuccherate, ma inutilmente. Dopo aver perso quattro chili in carcere, ora ne ha persi altri sei. Preoccupa la pressione arteriosa minima, che all’inizio dello sciopero era 80 (valore normale) e adesso è salita a 95. Un digiuno di cui i “grandi” giornali si disinteressano. In fibrillazione quando un NoTav provoca un carabiniere, mantengono una calma olimpica quando un altro NoTav provoca l’intero sistema utilizzando il proprio corpo e mettendolo a rischio di vita.

Su un piano diverso per metodologia e obiettivi il digiuno pubblico a staffetta che inizierà  sabato 17 a piazza Castello, Torino. Un tendone sotto cui dormire e ripararsi e poi conferenze, spettacoli, workshops, eventi. Ciascuno deciderà  se digiunare per 24, 48 o 72 ore, ma tutti potranno partecipare e dare il loro sostegno, in vari modi. L’appello (che si chiama ASCOLTATELI!) si propone di ottenere, riguardo alla linea ad alta velocità  in Val di Susa, una discussione trasparente e approfondita, in primo luogo tecnica, e di farlo sotto gli sguardi della società  civile, del web e dei massmedia. Non basta. ASCOLTATELI! è anche un progetto che guarda più in là : chiede che per le opere pubbliche si inauguri una pratica di trasparenza, che vengano valutate le priorità  secondo una procedura comparata e che queste valutazioni vengano prodotte ed esposte all’opinione pubblica prima che le spese diventino legge… e non l’inverso. Anche soltanto cominciare a ragionare su questa ipotesi vorrebbe dire cambiare radicalmente punto di vista. Conoscere per decidere. Studiare quello di cui per prassi e diritto si ritiene debbano occuparsi solo “gli esperti”. Un onere grande. Ma anche un grande piacere.

I firmatari dell’appello ASCOLTATELI! sono: Diego Acampora, Edoardo Acotto e Giovanni Salio (promotori dell’iniziativa), Anna Balbiano, Paola Balestra, Fabio Balocco, Vittorio Bertola, Juri Bossuto, Dario Cambiano, Giulietto Chiesa, Murat Cinar, Laura Coppo, Turi Cordaro (Salvatore Vaccaro), Mariateresa Crosta, Michele Curto, Angelo D’Orsi, Angela Dogliotti, Alessandra Ercole, Cristiana Gastaldo, Jelle Gerbrandy, Paolo Hutter, Tony Manigrasso, Brunello Mantelli, Beppe Marasso, Luisa Martini, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Paolo Miletto, Maurizio Pallante, Angela Nasso, Emanuele Negro, Viviana Patti, Gigi Richetto, Matteo Saccani, Susanna Schimperna, Javier Scordato, Claudio Serra, Martina Tarantola, Alessandra Terni, Alessandro Valente, Gianni Vattimo, Guido Viale, Isabella Zanotti, Massimo Zucchetti, Centro Studi Sereno Regis, Cattolici per la vita della Valle, Movimento 5 Stelle Torino, Rifondazione Comunista Torino, Partito Umanista, Gli Altri, Alternativa Politica, Associazione Lab2031, Glob011.

Hanno già  aderito, dal comune di Villar Focchiardo, il sindaco Emilio Stefano Chiaberto, gli assessori Michele Giacosa, Valentina Cancelli, Eugenio Di Gaetano, Leonardo Maria Reynieri, i consiglieri Guido Fissore, Paolo Miletto, Mauro Rubella, Francesca Chillà , Claudette, Raimonde Brunjail, Massimiliano Ventre.

Praticheranno il digiuno presso il municipio di Villar Focchiardo, e aspettano altri cittadini che si uniscano a loro. Ha aderito anche la “Comunità  Montana di Val di Susa”.

Noi di glialtrionline seguiremo il digiuno di Torino, pubblicando aggiornamenti, cronache, elenchi dei digiunanti. Michele Curto inizia con cinque giorni di digiuno e Turi addirittura con venti. Volendo si fanno più di 72 ore e poi finito il giro il gruppo di Torino lo riprende.  L’aiuto e l’assistenza sono del Centro Studi Sereno Regis. L’idea è di estendere la protesta in tutta Italia. Come abbiamo già  detto: “a macchia di leopardo”. Piazze, luoghi chiusi. Ma si può anche aderire singolarmente, digiunando in coscienza per uno, due o tre giorni senza smettere di seguire le proprie occupazioni e dichiarandolo.

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