Il contagio in spagna può essere evitato

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Un default genererebbe degli importanti effetti domino sulle altre economie e ci sono pertanto delle buone ragioni per prepararsi adeguatamente a questa eventualità .
Solo i paesi con fondamentali economici solidi – una determinante centrale nell’effetto contagio – saranno in grado creare dei muri di protezione per resistere alla pressione dei mercati finanziari ed evitare blocchi repentini del finanziamento. Oggi i mercati percepiscono che la Spagna in particolare potrebbe incontrare delle difficoltà , ma questa percezione potrebbe essere invertita da un’azione politica strutturale forte ed efficace.
La «Regolamentazione per la prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici» (Eip), ora in fase di finalizzazione prima di diventare legge effettiva della Ue, può potenzialmente rivoluzionare la governance europea. È indicata la procedura Eip per salvare la Spagna dal contagio? E se lo fosse, quando e come? Al fine di un funzionamento corretto dell’Unione monetaria (art. 121), negli ambiti dell’Eip, rientrano diverse sfide politiche identificate dalla Commissione, come un sistema immobiliare e un sistema finanziario ben funzionanti e la contrattazione salariale, oltre a misure per incrementare la produttività . Qualora una valutazione approfondita rivelasse una inadeguatezza nell’azione politica intrapresa finora, occorrerebbe invocare la procedura Eip.
Riguardo ai tempi, la Commissione ha due opzioni: la prima è aspettare l’inizio del regolare semestre europeo nel gennaio 2013. Ciò darebbe tempo alle riforme di produrre gli effetti desiderati e sarebbe indicato nell’attuale situazione politica spagnola. La seconda è che, qualora il governo spagnolo non riuscisse a onorare impegni, la Commissione minacci di implementare la procedura Eip già  a settembre-ottobre di quest’anno, perché essa consente esplicitamente una sua applicazione al di fuori del regolare semestre europeo. In questo caso si potrebbe aumentare la pressione su un governo per evitare che esso rallenti l’implementazione delle riforme pattuite in attesa delle elezioni politiche. Se queste riforme non si avvicinassero abbastanza a quanto ritenuto necessario, la Commissione potrebbe sottolineare l’urgenza della situazione contattando direttamente i principali partiti politici. 
È necessario che i decisori politici deliberino con molta attenzione al riguardo e che in particolare considerino due rischi: una ristrutturazione del debito greco all’inizio del 2013 (guadagnare nove mesi nell’implementazione di riforme strutturali di lungo respiro sarebbe cruciale per evitare il contagio); e che l’avvio la procedura Eip sia percepito come un’anticipazione di un programma di sorveglianza, perché questo scatenerebbe il panico nel mercato obbligazionario. Per prevenire crisi innescate dagli stessi programmi e per sostenere le riforme, si dovrebbe considerare anche la possibilità  di utilizzare le linee di credito flessibili. Infine, nei paesi con un surplus delle partite correnti occorrono, anche se con meno urgenza, delle politiche che stimolino la crescita e la domanda interna. Il Parlamento europeo e l’opinione pubblica in generale dovrebbero chiedere alla Commissione e al Consiglio una assunzione di responsabilità  su queste azioni. Facciamo in modo che la procedura Eip sia un successo già  nella sua versione 1.0 e che non vada sprecato tempo prezioso. 
*Vicedirettore del think-tank Bruegel a Bruxelles 
(Traduzione di Guiomar Parada)


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