La Cina preferisce la stabilità  le grandi riforme sono rinviate a dopo il 2013

Entro quel periodo, il costo dei cambiamenti necessari potrebbe essere maggiore. Il discorso di Wen, che stabilisce le regole per il piano quinquennale che inizia nel 2012, ha fornito alcuni grandi numeri. L’obiettivo di crescita del Pil della Cina è stato abbassato dall’8% al 7,5% e il suo obiettivo d’inflazione rimane stabile al 4%. L’obiettivo del disavanzo fiscale è stato fissato all’1,5% del Pil, in leggero rialzo dal 2011 per riflettere la maggiore spesa per l’edilizia e il welfare. Niente di entusiasmanti. Mancavano le riforme di cui la Cina ha urgente bisogno.
L’aumento dei divari dei redditi, la sicurezza alimentare e la salvaguardia energetica sono problemi essenziali, ma ai quali è stato dato poco risalto. Mancava anche la riforma del tasso di cambio controllato. Effettivamente, la banca centrale ha fatto scendere fortemente lo yuan quando Wen ha cominciato il suo discorso. Ciò indica che la stabilità  e non il cambiamento sarà  il tema del 2012. È comprensibile. Tutt’altro che intenzionati a lasciare il loro segno nei loro ultimi giorni, Wen e il Presidente, Hu Jintao, hanno da guadagnare di più con una transizione agevole ai loro successori. Ciò consente alla prossima generazione di lasciare il proprio segno sull’economia. Anche gli investitori dovrebbero apprezzare la stabilità . Ma posticipando le riforme, Wen non sta facendo un favore alla prossima generazione. Wen e Hu hanno visto il periodo di crescita più rapida nella moderna storia cinese. I loro probabili successori, Li Keqiang e Xi Jinping, ereditano un’economia in pericolo per la domanda estera più debole, la maggior insoddisfazione sociale e i forti gruppi di interesse. Le riforme che aiuterebbero a contrastare queste forze rimarranno bloccate per un altro anno.


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