«Pista jihadista», poi Tel Aviv frena e s’interroga

E nei primi minuti successivi all’attentato, i media hanno subito messo in relazione quanto accaduto in Francia con una serie di attacchi anti-israeliani verificatisi di recente in in Thailandia, India, Georgia e Azerbaigian e attribuiti dal governo all’Iran. Un esperto di intelligence, Nitzan Nuriel, ha chiamato in causa una «coalizione dei jihadisti» che a suo dire avrebbe «deciso di colpire indistintamente obiettivi israeliani ed ebraici all’estero». Qualche cronista ha ricordato che i servizi segreti da settimane avvertono che è necessario rafforzare all’estero le difese di possibili obiettivi israeliani e quelli di carattere ebraico. «Non vi è peccato più grande dell’uccidere un bambino o una bambina – ha dichiarato da parte sua il capo dello stato Shimon Peres -. Alzarsi la mattina e uccidere bambini a sangue freddo è una prova della follia e la mancanza di umanità  dell’assassino». Si spera che Shimon Peres si sia riferito anche ai bambini palestinesi di Gaza.
Ma dopo i primi commenti a caldo, anche in Israele è prevalsa la prudenza, in particolare quando è cominciata ad emergere più nettamente la, probabile, pista neonazista, a scapito di quella iraniana o di quella araba. «In Francia – ha commentato il premier Netanyahu – è avvenuta l’uccisione disgustosa di ebrei, fra cui bambini piccoli, uno spregevole assassinio». 
«È troppo presto – ha aggiunto – per stabilire lo sfondo di questo attacco: ma si può affermare che è stato attivato da un antisemitismo violento e omicida». Molto più cauto il giudizio del professor Menachem Klein, esperto di ebraismo e docente dell’Università  Bar Ilan di Tel Aviv. Klein se da una parte ha definito concreta la pista dell’antisemitismo, dall’altra ha affermato che quello di ieri potrebbe essere stato più un attentato anti-israeliano e che un attacco contro gli ebrei. 
«C’è il pericolo che il conflitto israelo-palestinese venga esportato all’estero e di una azione-reazione tra ciò che accade nella regione e quanto si registra in altri paesi a proposito del quadro mediorientale», ha aggiunto Menachem Klein. Secondo il docente «Occorre togliere argomenti e pretesti a nuovi e vecchi antisemiti e il raggiungimento di un accordo tra israeliani e arabi è fondamentale per arrivare a questo obiettivo».


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