Orissa, italiani liberati?

Il rilascio sarebbe avvenuto poche ore dopo che i negoziatori nominati dagli stessi maoisti avevano sospeso i negoziati con il governo affermando che non sarebbero ripresi senza il rilascio dei due ostaggi. Al momento di mandare il giornale in stampa mancava però ancora una conferma ufficiale alla notizia (lanciata da alcuni media indiani) da parte delle autorità  dello stato indiano. Anche la Farnesina non confermava, in attesa di verifiche più precise. Nel frattempo sempre nella giornata di ieri un centinaio di guerriglieri maoisti hanno rapito Jhina Hikaka, membro del Parlamento dello Stato di Orissa per il partito di governo Biju Janata Dal (Bjd) del primo ministro Naveen Patnaik. Il deputato trentaquattrenne è stato catturato mentre insieme all’autista e alla sua guardia del corpo rientrava in una zona tra Koraput e Laxmipur, 500 chilometri a sud di Bhubaneswar. Da quest’ultimo sequestro si è però dissociato il leader dei guerriglieri, Sabyasachi Panda, che ha condannato il rapimento in un messaggio audio giudicandolo sbagliato in un momento in cui c’erano negoziati in corso per liberare i due ostaggi italiani. Segno che forse potrebbe esserci una divisione all’interno del movimento guerrigliero. Panda ha inoltre criticato il governo dell’Orissa per non essere riuscito a risolvere rapidamente la questione dei due italiani. Stesse richieste Nell’auto del deputato i rapitori hanno lasciato un volantino con le stesse 13 richieste già  avanzate per la liberazione dei due italiani, che vanno dallo stop al turismo nella regione alla liberazione di militanti maoisti in carcere. Nel messaggio si chiede che queste condizioni siano soddisfatte «al più presto». Negli ultimi nove giorni, i maoisti hanno ucciso due poliziotti e un vice ispettore nel distretto Malkangiri, nonostante Sabuasachi Panda abbia annunciato un cessate il fuoco.


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