Porno Libero. Freccero scatenato

«Non posso parlare finché non saprò quali provvedimenti verranno presi contro di me. E comunque il mio avvocato dice che quella registrazione non ha valore giuridico». Raggiunto al telefono ieri sera Carlo Freccero si scalda all’istante, e non rinuncia a una battuta: «E’ come se fossero i miei pensieri. Anzi, se volete saperlo, io penso molto peggio di così». Infine, declina la richiesta di altri commenti sul caso del telefilm spagnolo Fisica o chimica, trasmesso dalla sua Rai4 e messo in prima pagina nella mattinata di ieri dal quotidiano Libero come esempio di «Pornorai». (Sottotitolo: «Droga, sesso, ammucchiate»).
Si leggeva nell’articolo di Libero: «La serie nasce nella Spagna di Zapatero e ne incarna gli ideali: libertà  uguale assenza di regole. Assumere droghe è normale e concesso. Bisogna obbedire ai diktat del politicamente corretto gay: il personaggio migliore, quello più onesto, buono e sensibile è l’omosessuale». Eccetera. Il tono da giornaletto clericofascista ha fatto saltare i nervi al direttore di Rai4, orgoglioso della programmazione di telefilm che hanno reso la sua rete leader negli ascolti del digitale. Così ieri il quotidiano ha pubblicato la telefonata tra Freccero e l’autore dell’articolo Francesco Borgonovo, e messo in rete l’audio sul sito internet, in puro stile intercettazione telefonica. 
I toni accesi, per dir così, della conversazione, hanno fatto diventare il documento non autorizzato un piccolo cult della rete. «La serie è pedagogica, cretino», si sente urlare Freccero. Che passa a minacciare di «raccontare le cose che ci sono tra me e il direttore del giornale», disinvoltamente evoca i «cardinali pedofili che mi fanno chiudere attraverso un giornalista», en passant cita la Lei e Marano, e minaccia infine di «mandare i forconi sotto la redazione del vostro giornale di merda». Amen. 
Su proposta della consigliera leghista Bianchi Clerici il cda Rai di ieri ha brevemente discusso il caso, preannunciando una richiesta di spiegazioni al dirigente. «Veramente, non so ancora cosa mi potranno fare», ragionava ancora Freccero ieri sera, rattristato piuttosto dal fatto di non aver avuto solidarietà  da nessuno della sinistra. 
Della sorte dell’incolpevole telefilm spagnolo mandato in onda laggiù dal 2008 al 2011, che racconta con eleganza e senza veli le storie incrociate dei ragazzi di un liceo di Madrid e dei loro giovani professori, evocando omosessualità , sesso, razzismo, bullismo, non si sa ancora bene. Probabilmente verrà  spostato in seconda serata, fuori dalla fascia protetta. Fin qui, i palinsesti di Rai4, lo prevedono ancora in onda al mattino e alle 13.50. 
Anche in Spagna, nonostante lo «zapaterismo», Fisica o chimica, aveva avuto qualche problema con le associazioni di genitori. In Italia, Rai4 ha mandato in onda dal settembre 2010 le prime due serie. La terza è appena iniziata, in orario da ragazzi: il primo pomeriggio. L’Aiart si è accorta della sua esistenza un mese fa: «La serie propone scene dirette che inducono i giovani al sesso spinto, all’omosessualità », ha protestato la lobby ultracattolica. Libero ha completato lo sporco lavoro.
L’ultima volta che un telefilm aveva avuto una simile accoglienza fu per Queer as folk, la serie inglese ambientata nella comunità  gay di Manchester. A La7, che la comprò nel 2001, fu impedito di mandarla in onda con una campagna che vide in prima fila l’allora ministro delle Comunicazioni Gasparri. Medesimo il bersaglio: la rappresentazione dell’omosessualità  in tv.L’uso del desueto termine «zapaterismo» nell’articolo di Libero avviene a pochi giorni dal discorso ai quadri del Pdl in cui Angelino Alfano l’ha riesumato, ripescandolo dall’armamentario omofobo del centrodestra nelle ultime campagne elettorali .


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